Veronafiere, Mantovani: «Crescere in maniera innovativa»

In occasione della 15esima Settimana Veronese della Finanza, abbiamo rivolto alcune domande a Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere SPA, per comprendere come l'ente sta affrontando lo scenario attuale e le sfide che offre per il futuro.

Veronafiere è il primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia, con oltre cent’anni di esperienza nel settore e la mission di rappresentare un hub per la promozione internazionale del sistema industriale del Paese e dell’eccellenza made in Italy.

Dichiara Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere SPA: «Chiaramente anche la Fiera di Verona in questo periodo ha avuto un impatto molto importante dovuto alla crisi in corso. Il settore fieristico, se dovessimo fare una scala, si posiziona tra i settori più colpiti, sia a livello nazionale che internazionale». A sostegno di questa affermazione Mantovani riporta alcuni dati: a livello europeo, per il settore fieristico si stima una perdita circa dell’80% del fatturato.

Prosegue il direttore generale: «Ricordo che, prima d’ora, la fiera di Verona si è fermata solo per le guerre mondiali. Dopo il lockdown, siamo lentamente ripartiti fiduciosi sull’autunno: un momento difficile, senza le grandi manifestazioni internazionali». Seguito poi dalla seconda chiusura dell’attività fieristica, tra le tante attività chiuse: «Anche l’autunno in corso è difficoltoso».

Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere SPA, descrive poi le iniziative e i progetti realizzati in questo periodo, che si presenta comunque come occasione di crescita: «L’eredità di questo periodo è la grande trasformazione digitale che abbiamo vissuto in varie forme e per le fiere. Il digitale ha voluto dire cominciare a costruire piattaforme sulle quali interconnettere il business a livello nazionale e internazionale».

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Veronafiere ha così dunque realizzato su piattaforma digitale alcune iniziative, come Marmomac Restart, dal 30 settembre al 2 ottobre, wine2wine, in programma dal 22 al 24 novembre, e Art Verona, dal 27 novembre.

Su questi presupposti Mantovani prosegue, volgendo già lo sguardo al futuro: «Sono iniziative che avevamo già previsto di realizzare, naturalmente le abbiamo un po’ accelerate e anche le professionalità hanno avuto bisogno di familiarizzare di più con questo strumento. Ma certamente guardiamo anche oltre: con il supporto di tanti esperti del settore, sanitario, economico e anche di chi fa scenaristica a livello internazionale, stiamo ricostruendo un piano di sviluppo della Fiera di Verona. Guardando al 2021 con preoccupazione – perché probabilmente sarà un anno ancora “dimezzato” – ma anche a tempi migliori: dopo il 2021 ci sarà un 2022 – che immaginiamo ancora non facilissimo – e poi forse ci sarà un 2023 dove si comincerà a respirare e a tornare a camminare un po’ velocemente».

Un periodo che, secondo il direttore generale di Veronafiere, offre comunque alcune opportunità: «Dentro questo periodo c’è anche lo spazio per crescere in maniera innovativa, per cambiare mestiere e professioni, per rendere anche il sistema fieristico più adeguato ai tempi, più internazionale, più “alleato”». Trasformando “guerre” che finora potevano essere motivate e giustificate in «occasione di crescita insieme e partnership su vari settori». Prosegue Mantovani: «Ci saranno anche operazioni di consolidamento, nell’ottica di mantenere un ruolo di rilevanza che Veronafiere ha sempre avuto nello scenario internazionale».

Conclude Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere SPA: «Proporremo questo piano ai soci, e ci auguriamo che ci una coralità in uno sforzo che dovrà essere fatto per ridare risorse all’azienda», con l’obbiettivo di ripartire a seguito di un momento impegnativo dal punto di vista economico-aziendale.

«Come in tanti decenni abbiamo dato valore al territorio in cui siamo incardinati, ci aspettiamo che la città, i suoi interpreti e amministratori sappiamo apportare quello che sarà necessario rispetto a un attività che certamente rende e mantiene Verona sempre più centrale nel panorama nazionale e internazionale».