Sarà una Pasqua “meno amara” per gli artigiani dell’alimentazione

Nonostante sarà per la seconda volta in lockdown, le aspettative dei maestri artigiani alimentari in merito alla Pasqua di quest’anno sono migliori rispetto al 2020. Sta infatti tornando alta la domanda di prodotti alimentari artigianali, in particolare le colombe pasquali.

Colomba pasquale
La tradizionale colomba pasquale

Seconda Pasqua in lockdown. Ma le aspettative dei maestri artigiani alimentari quest’anno, sono migliori rispetto al 2020, quando una regola assurda li tenne chiusi a differenza di negozi e grande distribuzione ai quali fu invece concessa la commercializzazione dei prodotti.

Leggi anche: Scuola, 5,3 milioni di studenti in classe dopo Pasqua

Roberto Iraci Sareri, Presidente Confartigianato Imprese Verona

«Dall’interesse e dagli ordini che i nostri artigiani dell’alimentazione stanno registrando in questi giorni di avvicinamento alla Pasqua, riteniamo che stia tornando a farsi largo sulle tavole di Pasqua la qualità artigiana, anche per quanto riguarda i dolci della festa, a partire dalle leccornie come colombe, uova di cioccolato e prodotti del territorio come i salumi, i formaggi, la pasta fresca, solo per citare i più ricercati. Per questo, ogni giorno della settimana santa, promuoveremo a livello regionale l’acquisto dei prodotti tipici locali dei nostri oltre 1.150 artigiani dell’alimentazione e i loro circa cinquemila addetti, solo per la provincia di Verona. Da alcuni giorni abbiamo lanciato una campagna sui social media, che recita “Sosteniamo i prodotti tipici locali. Per asporto o a domicilio dal tuo laboratorio di fiducia”».

Presidente Roberto Iraci Sareri - Confartigianato Imprese Verona
Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Imprese Verona

Rispetto alla Pasqua del 2019, l’ultima pre-Covid, tra i dolci da forno che finiranno sulle mense imbandite di tricolore si registra un aumento del fai-da-te, testimoniato dal boom nelle vendite di farina, lievito e preparati dolciari.

«E anche se molti acquisteranno i prodotti industrialicontinua Iraci Sareri –, rispetto al drammatico 2020, gli analisti prevedono che quest’anno le vendite di dolci artigianali, sostanzialmente azzerate dalle restrizioni lo scorso anno, siano destinate a impennarsi, ridando respiro a pasticcerie, cioccolaterie, gelaterie. Ripartono anche le produzioni artigianali di uova di cioccolato, l’anno scorso ridotte al lumicino».

«Siamo consapevoli che questa pandemia influenzerà gli acquisti dei prodotti artigianali probabilmente per sempre – conclude -, per questo ci dobbiamo impegnare sin d’ora ad accompagnate i nostri imprenditori nell’uso delle tecnologie digitali e nella multicanalità di distribuzione dei prodotti di qualità. Ma dobbiamo poter contare su interventi ad hoc di irrobustimento delle capacità finanziarie e di sostegno all’export, anche nei Paesi emergenti, su misure di valorizzazione delle produzioni tipiche, dei distretti agroalimentari di qualità e delle produzioni a denominazione d’origine».

Cristiano Luigi Gaggion, pasticcere e Presidente Regionale Veneto della Federazione Alimentazione

«Protagonista indiscussa sarà la colomba. Un classico che conta poco più di cent’anni e che, è bene ricordare, dal 2005, in base al decreto ministeriale del 25 luglio, ha una sua specifica denominazione. “Colomba” non si può applicare ai prodotti di altri Paesi europei. Inoltre, nel dicembre 2009, il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito le indicazioni specifiche sugli ingredienti da riportare sull’etichettatura dei prodotti alimentari e prodotti dolciari da forno. Norme alla mano, i prodotti che utilizzano forme e modalità di presentazione identiche e confondibili con i prodotti disciplinati, ma sono identici solo all’aspetto, sono imitazioni. Per chiamarsi colomba, un dolce deve avere almeno il 16% di burro, uova di categoria “A”, cioè fresche e in quantità tale da garantire almeno il 4% in tuorlo, latte, miele, burro di cacao, eccetera. In una colomba “falsa”, invece, si possono trovare ingredienti molto diversi: prevalentemente, si tratta di dolci che contengono ingredienti scadenti, ad esempio grassi idrogenati, pochissimo burro e uova e molto zucchero, per “coprire” la qualità inferiore».

Le 7 regole d’oro per la “vera” Colomba 

In base alla circolare 3 dicembre 2009, n. 137021 del Ministero dello Sviluppo Economico, per essere sicuri di portare in tavola il classico dolce di Pasqua, occorre seguire queste regole:

  • La vera colomba deve innanzitutto avere la classica forma di colomba. Può sembrare banale ma proprio la forma può essere il primo indicatore di un falso prodotto dolciario da forno.
  • Il primo ingrediente, quello presente in maggiore quantità, deve essere la farina di frumento e non lo zucchero.
  • È necessario controllare bene tutti gli ingredienti. Abbiamo davanti una vera colomba quando sono presenti tutti i seguenti ingredienti: farina di frumento, zucchero, uova e/o tuorlo, burro, agrumi canditi, lievito naturale, sale, mandorle. Se nell’etichetta ne manca qualcuno stiamo per acquistare un semplice dolce pasquale ma non una vera colomba
  • Oltre all’elenco relativo agli ingredienti con cui deve essere fatta una colomba, ne esiste un altro relativo ai pochi altri che possono essere aggiunti alla giusta ricetta. Sono solamente questi: latte e derivati, miele, burro di cacao, malto, zuccheri, aromi, emulsionanti (per es: lecitina di soia), conservanti.
  • Quanto ai grassi, ricordare che nella colomba non ci possono essere grassi diversi dal burro, come margarina, strutto o altro, altrimenti anche in questo caso abbiamo di fronte un altro tipo di dolce.
  • La vera colomba, di norma, è priva di conservanti. Gli unici permessi nella colomba sono due: E 200 – acido sorbico e E 202 – sorbato di potassio.
  • La glassa può essere fatta oltre che con le mandorle, anche con armelline, nocciole, anacardi. Il ciclo di produzione dall’impasto al confezionamento della vera colomba artigianale dura almeno 48 ore.

LEGGI LE ULTIME NEWS DI ECONOMIA

Ricevi il Daily

VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?

È GRATUITO! CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM