Ordine Chirurghi e Odontoiatri, Rugiu: «Non ricadiamo negli errori estivi»

Pur non apprezzando la terminologia bellica, è a qualcosa di simile ad una guerra che pensa Carlo Rugiu, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e odontoiatri della provincia di Verona, per descrivere il suo mandato in tempo di pandemia. 

«Da quando ci troviamo in questa situazione, il mio lavoro, che solitamente è quello di rappresentare gli oltre 7000 medici e odontoiatri della provincia di Verona, si è tramutato in una fitta opera di riorganizzazione territoriale. Come ordine – prosegue Rugiu – abbiamo dovuto metterci a disposizione delle direzioni strategiche dell’ULSS, fornendo i nominativi dei medici che si sono offerti per rientrare in servizio, ma anche cercare di collaborare alla riorganizzazione della rete dei medici di famiglia, che per primi sono stati investiti da questo tsunami».

Un’azione di collegamento, quella svolta negli ultimi mesi, ma anche un’azione molto attiva e importante, in collaborazione con esponenti del mondo ospedaliero, universitario e della medicina del territorio per produrre e diffondere documenti per contrastare la diffusione del virus. Cose semplici, come l’utilizzo delle mascherine e dei guanti, ma anche più importanti, come l’utilizzo dei farmaci nei pazienti con Covid a domicilio.

Nel 2021 necessario trovare una linea di galleggiamento

L’augurio, per il 2021 oramai prossimo, è quello di trovare una sorte di linea di galleggiamento per cercare di arrivare alla seconda metà del nuovo anno. «In queste settimane siamo in una situazione davvero critica e per provincia di Verona la situazione è significativamente più impegnativa rispetto alle altre province del Veneto, anche più critica rispetto alla prima ondata. Io mi auguro che da qui alla metà di dicembre troveremo la via per uscirne; dopo, però, dobbiamo cercare di non ricadere più negli errori fatti nell’estate delle cicale». 

Necessario dunque cercare di trovare un comportamento che mantenga la pandemia sotto controllo e che permetta al mondo economico e alla società civile di respirare. In questo momento – ammette – i medici e il sistema sanitario stanno facendo tantissima fatica e allo stesso modo commercianti, i titolari degli alberghi, degli esercizi commerciali.

Sul quando si potrà davvero tornare a respirare vige però l’incertezza. «Noi medici vediamo davanti, in prospettiva, ancora 12 mesi di difficoltà. Il sistema, però, non può andare avanti come in questo momento, con le tende fuori dai pronto soccorsi, la gente con i respiratori, la coda delle ambulanze che non trovano posto. Questa è una situazione al limite che non deve durare».