Dichiara Daniele Nottegar: «Innanzitutto la TAV è un’opera vecchia, i cui contratti tra Rfi e General Contractor risalgono al 15 ottobre 1991. Quelli che dicono che questo sarà il futuro, poteva esserlo forse nel 1991 ma non più quasi vent’anni dopo».

«Stiamo parlando di un’opera che, secondo l’ex-assessore De Berti, sarà pronta nel 2026: su questo ho grossissimi dubbi perché a livello di progettazione, nel project planning, sono previsti sette anni per la costruzione della tratta Brescia-Verona» afferma Nottegar.

L’ex assessore De Berti, ai microfoni di “Mattino Verona”, ha tuttavia ribadito che, qualora non venisse conclusa, l’opera non è indispensabile per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Prosegue Nottegar: «Fino a un mese fa la TAV era fondamentale per le Olimpiadi di Cortina, ora che leggendo le carte ci si è accorti che non è fattibile è stata fatta marcia indietro».

A proposito dei nuovi posti di lavoro e delle opportunità per il territorio, Nottegar afferma che «la galleria di Lonato, inaugurata lo scorso lunedì, sarà scavata da un macchinario cinese chiamato “talpa”, costato secondo le nostre stime circa 20 milioni di euro finanziati dallo stato italiano, dalle tasse o dai tagli che i cittadini subiscono».

«Abbiamo dunque iniziato con il creare posti di lavoro in Cina, con i soldi degli italiani. Ci sono inoltre numerosi cantieri o campi base che prevedono dormitori per 200-300 persone. Questo dimostra che gli operatori e gli operai non sono del posto, ma vengono da fuori» è il punto di vista di Nottegar.

Conclude Nottegar, del Comitato “Cittadini contro il TAV”: «Siamo disponibili e pronti ad un confronto pubblico dove ci sia la possibilità di confrontare i dati reali».