Distretti del cibo veneto, presentata la nuova legge regionale

A Fieragricola in vetrina i Distretti del cibo veneto. Il consigliere regionale Bozza: «Opportunità per le nostre aziende»

Presentazione dei Distretti del cibo veneto a Fieragricola
Presentazione dei Distretti del cibo veneto a Fieragricola
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In occasione di Fieragricola, a Verona, il consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza, componente della commissione Agricoltura, ha illustrato assieme all’assessore regionale all’Agricoltura Federico Caner, in un convegno dedicato, le opportunità che apre la nuova legge regionale sui distretti del cibo di cui Bozza è primo firmatario.

Ha introdotto i lavori l’amministratore delegato di Veronafiere Maurizio Danese che, plaudendo l’iniziativa di Bozza, ha rivelato la volontà di «portare in futuro a Verona una fiera dedicata al cibo». Ha portato i suoi saluti anche il presidente della Provincia di Verona Flavio Pasini.

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In sala circa 70 persone del mondo agro-alimentare e associativo, tra cui il responsabile legislativo di Coldiretti Veneto Alberto Bertin, il presidente della Cia Veneto Gianmichele Passarini, il presidente di Confagricoltura Verona Alberto De Togni con il responsabile Area tecnica e Istituzioni Francesco Marchetti, e il dirigente del Ministero dell’Agricoltura Pietro Gasparri. Nelle prime file anche presidente e direttore del Consorzio di Tutela del Valpolicella Christian Marchesini e Matteo Tedeschi; il presidente del Consorzio di Tutela del Soave Sandro Gini; il presidente del neonato distretto del cibo veronese Domini Scaligeri Albino Pezzini con il direttore di Aipo Verona Enzo Gambin, ideatore e animatore di Domini Scaligeri.

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Presentazione dei Distretti del cibo veneto a Fieragricola
Presentazione dei Distretti del cibo veneto a Fieragricola

La legge regionale sui distretti del cibo di Bozza ha aggiornato quella del 2003 sui distretti agroalimentari e rurali, calando nella realtà veneta la disposizione nazionale del 2017 che supera proprio il concetto di distretti rurali e agro-alimentari e istituisce i distretti del cibo.

«Quindi il costituirsi di sistemi produttivi territoriali non solo caratterizzati da alleanze tra realtà esclusivamente agricole (come accadeva con i distretti rurali o agroalimentari), ma anche della filiera commerciale, distributiva, ristorativa, turistica, culturale, promozionale, della sostenibilità e della sicurezza alimentare» ha spiegato Bozza.

«Partendo da un’eccellenza alimentare e da una forte identità territoriale – ha sottolineato il consigliere regionale – con i distretti del cibo si andrà a sviluppare un circuito virtuoso tra chi coltiva e produce e chi quel prodotto lo distribuisce, che sia una bottega o uno store, chi lo mette in tavola nella ristorazione, chi lo promuove attraverso iniziative culturali ed eventi, chi lo adotta per crearvi un turismo dedicato. Un’opportunità strategica per il settore e per la nostra Regione. Una legge regionale ad hoc permette anche ai distretti di essere più forti e competitivi nell’accesso ai finanziamenti europei, statali e regionali».

Presentazione dei Distretti del cibo veneto a Fieragricola
Alberto Bozza

L’assessore regionale Caner ha puntato proprio sul tema dei bandi, assumendo l’impegno della giunta regionale in tal senso, anche riconoscendo premialità alle aziende che aderiranno ai distretti. Caner ha sottolineato «che la nuova legge regionale ci permette di avere ora un canale di riferimento per il sostegno finanziario a questi nuove alleanze consorziali del distretto del cibo. Così renderemo più forti le nostre imprese e ancora più competitivo il sistema Veneto».

Caner ha evidenziato di «quanto sia importante fare sistema per le nostre aziende agricole e non solo». Infatti, ha puntualizzato Caner, «non a caso il mio assessorato, con l’agricoltura, ha anche la delega al turismo. Il cibo, la sua produzione, la sua tipicità, il suo livello di riconoscibilità geografica e di eccellenza porta visitatori da tutto il mondo. E il sistema dei distretti del cibo, a cui il consigliere Bozza ha dato legittimità giuridica, unisce più che mai l’aspetto agricolo e quello turistico».

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