Crisi settore fieristico, Mantovani: «Lavoriamo al rilancio»

Anche Veronafiere sta attraversando un momento particolare, come spiega il Direttore Generale, Giovanni Mantovani. «Stiamo lavorando intensamente a un nuovo piano di rilancio e sviluppo, che sarà presentato ai soci entro Natale».

Il momento è molto difficoltoso anche per tutto il settore fieristico, e quindi anche per Veronafiere, che sta già guardando a un nuovo piano di rilancio e sviluppo, come spiega il Direttore Generale, Giovanni Mantovani. «Stiamo lavorando intensamente come previsto, a un nuovo piano di rilancio e sviluppo, che sarà presentato ai soci entro Natale. É un piano che ovviamente sarà impegnativo per tutti, in primo luogo per l’azienda e il suo management, sarà impegnativo perché il 2021 non sarà una passeggiata, e noi stimiamo che la ripartenza non avverrà prima della primavera inoltrata per ragioni che sono evidenti a tutti».

«Naturalmente è un piano che dovrà essere sostenuto. Auspichiamo davvero siano tutti vicini a noi, come lo sono stati in tanti momenti e in tanti passaggi complicati della vita della Fiera» prosegue. «Credo che come la Fiera abbia dato tanto alla città, così anche la città abbia messo a disposizione risorse attraverso i suoi protagonisti, che sono anche i nostri azionisti tra l’altro, in vari momenti e che possa farlo anche in questo passaggio così delicato».

«Sicuramente l’eredità di questo periodo sarà la grande trasformazione digitale e il modo di fare fiere al digitale non ci abbandonerà più, sarà una costante dei prossimi anni, addirittura un plus, anche per le fiere fisiche. Diventerà una linea di prodotto da valorizzare in quanto tale e che darà un supporto ulteriore alle relazioni fra i clienti» aggiunge sottolineando l’importanza di mantenere alcuni punti fermi in questo progetto di rilancio. «L’altro pilastro è che dobbiamo anche pensare a una progressiva ri-organizzazione dell’azienda, anche con l’acquisizione di nuove capacità e competenze, che sono richieste dalla rapidità con la quale stiamo vivendo un cambiamento dei modi di relazionare con il mondo dell’economia e dei mercati».

«Il terzo pilastro che vedo, è che dobbiamo far interagire sempre di più tutte le nostre competenze e quindi far sì che ciascuna filiera non sia autoreferenziale, ma che ci sia tra le filiere più vicine, anche una correlazione nel modo di porsi e nel modo di creare valore per le aziende in modo che, ad esempio, fra il mondo del marmo e il mondo del design, ci possa essere un dialogo più rapido e immediato, anche attraverso le attività che svolgiamo» conclude. «Così come ci può essere anche un dialogo molto più stretto fra il settore del Wine e il settore del Food, che sono settori che noi gestiamo e che magari fino ad ora non hanno sfruttato tutte le sinergie reciproche».

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