Coronavirus. Valsabbina anticipa i crediti delle aziende verso la PA

Il piano è accessibile anche alle imprese non clienti di Banca Valsabbina. Paolo Gesa, Direttore Business: «Iniziativa voluta per aiutare le imprese a evitare problemi di liquidità».

Un aiuto concreto e immediato alle aziende, in particolare quelle che operano nei settori medico e biomedicale, ma non solo. È quello che arriva dalla Banca Valsabbina, che in considerazione dei problemi in termini di liquidità che potrebbero avere nell’immediato molte aziende impegnate in forniture con Asl, strutture ospedaliere o con la Protezione Civile, si mette a disposizione per aiutarle a gestire e ad agire in anticipo per prevenire eventuali problemi di liquidità.

L’iniziativa rientra nel programma di acquisto dei crediti commerciali vantati dalle imprese verso la Pubblica Amministrazione, attivato nel 2016 e ampliato successivamente. Il servizio è già disponibile per tutti i clienti dell’Istituto, ma potrà essere utilizzato da tutte le imprese che vorranno farne richiesta.

«Abbiamo creduto fortemente in questo progetto quando l’abbiamo lanciato nel 2016, ha dichiarato Paolo Gesa, Direttore Business di Banca Valsabbina, perché consente di dare liquidità immediata alle imprese senza aspettare i tempi – spesso molto lunghi – dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni».

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La filiale di viale del Lavoro a Verona di Banca Valsabbina

Banca Valsabbina supporterà le imprese nel processo di cessione dei crediti stessi, contribuendo a evitare il rischio di problemi di liquidità nell’immediato, e nel medio-lungo periodo al miglioramento del profilo finanziario, grazie alla possibilità di sostituire i crediti presenti nel proprio bilancio con liquidità immediatamente disponibile, all’eliminazione del rischio di ritardato o mancato pagamento da parte della pubblica amministrazione. Ulteriori benefici vanno dalla possibile erogazione delle somme in un’unica soluzione all’eliminazione degli oneri e dei costi di gestione del recupero crediti, fino al miglioramento della posizione finanziaria (la cessione non viene registrata nella Centrale Rischi di Banca d’Italia) e del rating dell’azienda che aderisce al programma di cessione dei crediti.

Concretamente, la cessione dei crediti verrà perfezionata per il tramite di un veicolo ex legge 130 finanziato da Banca Valsabbina, il quale acquisterà i crediti vantati verso gli enti pubblici, comprese le aziende partecipate dalla PA, per un importo nominale minimo pari a 30mila euro per debitore. Le imprese avranno così la possibilità di cedere a titolo definitivo (pro soluto) i propri crediti a condizioni vantaggiose e in tempi rapidi, riducendo i ritardi nei pagamenti e ottimizzando il proprio flusso di cassa.

Il ritardo nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione rappresenta da tempo una delle principali criticità del sistema economico italiano. Un’inefficienza che in alcuni casi ha portato anche a ritardi pluriennali, al punto che oggi i tempi medi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni italiane sono tra i peggiori a livello europeo, tanto da portare lo Stato Italiano ad essere sanzionato dall’UE.

Situazione che in questo periodo per molte aziende potrebbe rivelarsi particolarmente complessa, in considerazione dello sforzo richiesto in termini di forniture mediche e biomedicali.

Nell’ottica di concedere un importante sostegno finanziario alle imprese alle prese con crediti deteriorati oggetto di cessione, l’articolo 55 del decreto legge 18/20 (“Cura Italia”) consente di trasformare in crediti d’imposta le imposte anticipate relative a perdite fiscali ed eccedenze Ace. Ciò permette di spendere immediatamente queste attività, anziché dover attendere i futuri periodi di imposta in cui si manifesteranno redditi imponibili in grado di assorbirle.

Come chiarito dalla stessa relazione illustrativa, l’obiettivo è quello di sostenere le imprese sotto il profilo della liquidità, nel momento in cui cedono crediti deteriorati (sia commerciali sia finanziari) anche per alleviare gli oneri di cessione, trasformando in crediti d’imposta una parte di Dta (deferred tax assets) commisurate ai crediti ceduti. Si deve trattare di cessione onerosa di crediti pecuniari verso soggetti inadempienti, considerati tali quando il mancato pagamento si protrae per oltre 90 giorni dalla data in cui era dovuto. Tali benefici riguardano quindi anche le imprese che cedono i propri crediti verso la PA.