Clima anomalo, allarme di Cia e Coldiretti

Cia Agricoltori Italiani esprime preoccupazione per i cambiamenti climatici, che scombussolano i ritmi dell'agricoltura. Anche Coldiretti denuncia una situazione negativa anche per le api, già risvegliate in questo clima mite, il possibile freddo a marzo comprometterebbe infatti la produzione del miele.

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Le temperature record di febbraio e l’assenza di piogge da parecchie settimane preoccupano gli agricoltori veronesi, che temono fioriture anticipate e il rischio di gelate successive che potrebbero causare gravi danni agli alberi da frutto.

«In collina ci sono già alcuni alberi con gemmazione avanzata e qualche fioritura – sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente provinciale di Cia Agricoltori Italiani – C’è molta preoccupazione per il fatto che le piante, stimolate dal clima assolutamente anomalo per questa stagione, vengano spinte alla gemmazione e se dovesse presentarsi una gelata il raccolto andrebbe perso».

«Il problema è anche quello della carenza idrica, dal momento che non piove da settimane. Per ora non è particolarmente percepita, ma se le temperature continuassero a mantenersi come quelle di questi giorni e non dovesse piovere a sufficienza, potrebbe diventare un problema con l’arrivo dell’estate» chiarisce Lavagnoli. «Questo andamento metereologico amplifica anche i problemi relativi agli insetti alieni e al loro proliferare, cimice asiatica in testa».

«Questi cambiamenti climatici – osserva Lavagnoli – sono un fenomeno che si registra ormai con costanza. Non ci sono più le stagioni a cui eravamo da sempre abituati in agricoltura, ma è evidente che siamo davanti a uno sconvolgimento dell’intero ecosistema. È evidente che dobbiamo approntare delle strategie di difesa per il nostro ambiente e le nostre colture».

«Innanzitutto si deve partire con una rinaturalizzazione estesa del nostro territorio, ripiantando boschi e boschetti che ricreino un clima favorevole che aiuti a contenere i “cambiamenti perversi” degli effetti climatici – conclude Lavagnoli – In merito al problema idrico Veneto agricoltura ha avviato una sperimentazione, denominata Aquor, per vedere come rivitalizzare le falde acquifere: sarebbe il caso di verificare se progetti come questo hanno prodotto dei risultati».

Anche Coldiretti sta monitorando gli effetti di un inverno bollente con una temperatura che fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi la media storica secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio.  

La temperature sopra la norma e le ripetute giornate di sole di questo febbraio anomalo hanno risvegliato anche nel veronese, da qualche giorno, le api uscite dalle arnie ingannate dalla finta primavera. In Veneto ci sono fioriture spontanee in anticipo come il tarassaco, o altre erbe di campo come “occhi della Madonna”, tipologie di rose selvatiche, primule e alberi da frutto. Una primavera anticipata in tutta la Penisola.

Le temperature elevate per la stagione hanno fatto uscire le api dagli alveari presenti in Italia, che hanno subito ricominciato il loro prezioso lavoro di bottinatura ed impollinazione ma ora – sottolinea la Coldiretti – il rischio è che il ritorno del freddo possa far gelare i fiori e anche far morire parte delle api dopo una difficile annate per la produzione di miele locale e in Italia. 

«Questa situazione – evidenzia l’apicoltore veronese Daniele Iseppi – non fa bene né alle piante né alle api e già si parla di un ritorno di freddo ai primi di marzo tanto che potrebbe compromettere anche quest’anno la produzione del miele d’acacia». 

Il clima mite non si fa sentire solo sugli insetti utili ma anche sui parassiti alieni con le alte temperature che – continua la Coldiretti – stanno favorendo la sopravvivenza della cimice asiatica, l’insetto killer dei raccolti che è arrivato dall’Asia ed ha devastato i campi e i frutteti di 48mila aziende in Italia, con un danno che nell’ultimo anno ha superato i 740 milioni di euro a livello nazionale e 105 milioni nella provincia veronese, secondo una stima della Coldiretti.