Aviaria, pronto il decreto per i 30 milioni di euro di indennizzi

Presentata la bozza al Tavolo tecnico sull’emergenza. La Regione Veneto istituirà un tavolo tecnico di coordinamento che accompagnerà la ripartenza.

allevamento avicolo focolaio aviaria
Allevamento avicolo, foto d'archivio.

Aviaria, pronto il decreto per i 30 milioni di euro, inseriti nella legge di bilancio, che saranno messi a disposizione degli allevamenti colpiti. Giovedì, nel tavolo tecnico che si è riunito a Roma sull’emergenza, è stata presentata la bozza del provvedimento, che utilizzerà le risorse per anticipare parte degli indennizzi relativi ai danni indiretti, per i quali verrà chiesto un rimborso a Bruxelles.

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Simone Menesello, presidente della sezione avicola nazionale di Confagricoltura
Simone Menesello, presidente della sezione avicola nazionale di Confagricoltura

«Siamo quasi alla conclusione di un percorso che, come Confagricoltura, abbiamo seguito dall’inizio con notevole impegno – sottolinea Simone Menesello, presidente della sezione avicola nazionale di Confagricoltura,  che ha partecipato all’incontro -. Allo stesso modo stiamo seguendo la ricognizione dei danni indiretti, per ora ferma al 31 dicembre scorso, e la conseguente richiesta degli indennizzi all’Unione Europea».

«Decisivo è stato anche il lavoro di Confagricoltura a livello parlamentare per la sospensione dei versamenti fiscali, inserita nel decreto Milleproroghe, e anche le relazioni tenute con tutti gli istituti di credito, dai quali siamo riusciti ad ottenere specifici plafond dedicati al settore e la dilazione delle rate dei mutui».

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E giovedì a Venezia i rappresentanti delle associazioni agricole hanno incontrato l’assessore alla Sanità della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, per discutere le problematiche legate all’emergenza aviaria.

«Il dato positivo emerso dall’incontro è che gli accasamenti sono arrivati al 44 per cento – riferisce Michele Barbetta, presidente della sezione avicola di Confagricoltura Veneto -. Ora si tratta di capire come e quando riapriranno gli altri, anche perché molti rientrano nella Zur (Zona di ulteriore restrizione) e la misura potrebbe essere estesa anche oltre il 31 marzo. Come associazione abbiamo proposto la messa a punto di un piano vaccinale entro l’autunno, analogamente ad altri Paesi europei, come Olanda e Francia».

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«Accolta la nostra richiesta di un tavolo tecnico di coordinamento che accompagnerà la ripartenza e dovrà anche servire per la messa a punto di un piano d’azione per fronteggiare future emergenze. Non si possono infatti ripetere gli errori emersi con questa epidemia. Abbiamo anche chiesto la costituzione di una commissione per la quotazione degli indennizzi spettanti agli allevamenti biologici e alle specie meno diffuse».

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