A Fieragricola arriva l’ambasciatore d’Ucraina in Italia

Export di cereali dall’Ucraina in aumento, in particolare per mais e frumento. Melnyk: «Interessati a sviluppare rapporti nel settore agricolo. Per noi l’export è fondamentale».

Fieragricola 2024 - Bricolo e ambasciatore Ucraina Yaroslav Melnyk - Ennevifoto
Il presidente di Veronafiere Federico Bricolo e l'ambasciatore d'Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk a Fieragricola 2024 - Ennevifoto
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«Sono a Fieragricola perché l’Ucraina è interessata a sviluppare rapporti nel settore primario. Per noi esportare materie prime agricole è fondamentale, in quanto è una voce importante dell’economia del nostro Paese. Siamo grati all’Italia, che ci dà un sostegno enorme, così come estremamente significativo è l’aiuto mostrato ieri a Bruxelles dalla Commissione europea per l’Ucraina».

Così ha detto Yaroslav Melnykambasciatore d’Ucraina in Italia, che questa mattina ha incontrato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il direttore commerciale di Veronafiere Raul Barbieri e l’europarlamentare Paolo Borchia, prima di visitare Fieragricola di Verona, rassegna internazionale dell’agricoltura con 820 espositori da 20 Paesi, 11 padiglioni occupati e vetrina delle tecnologie e dell’innovazione nel settore primario.

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L’export ucraino di cereali è cresciuto negli ultimi mesi, nonostante il mancato rinnovo lo scorso luglio dell’accordo «Black Sea Grain Initiative», per volontà di Mosca. «La Russia è uscita, noi abbiamo cercato un altro modo per esportare, tramite i nostri porti marittimi di Odessa e di Chernomorsk – ha proseguito l’ambasciatore d’Ucraina, Melnyk –. Un grande lavoro, che ci ha permesso di incrementare l’export sui mercati esteri, non solo in Europa. Per noi è estremamente importante avere accesso ai mercati internazionali e il corridoio marittimo è fondamentale».

Il presidente di Veronafiere Federico Bricolo e l'ambasciatore d'Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk a Fieragricola 2024 - Ennevifoto
Il presidente di Veronafiere Federico Bricolo e l’ambasciatore d’Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk a Fieragricola 2024 – Ennevifoto

Export ucraino di cereali in aumento. Fra gennaio e novembre 2023 l’Ucraina – secondo le elaborazioni di Teseo.Clal.it – ha esportato 39,6 milioni di tonnellate di cereali (+16,56% tendenziale), per un valore superiore ai 7,4 miliardi di dollari (-8,31% sullo stesso periodo del 2022, per effetto della contrazione dei listini).

Mais. Più specificatamente, l’Ucraina ha collocato sul mercato 22,8 milioni di tonnellate di mais (+3,25% su base tendenziale) destinati per il 58% all’Unione europea. L’Ue nei primi 11 mesi del 2023 ha ritirato 13,36 milioni di tonnellate (+3,19 per cento). 

L’export ucraino è cresciuto anche con destinazione Italia: +72,29% nei primi 11 mesi del 2023; in termini di volume ha raggiunto quota 2,13 milioni di tonnellate di mais, rappresentando il terzo Paese di destinazione dell’Unione europea, dopo Spagna (3,23 milioni di tonnellate di mais) e Romania (2,83 milioni di tonnellate).

Cina ed Egitto, rispettivamente con il 21% e il 10% della quota di mercato, sono le altre principali destinazioni del mais coltivato in Ucraina.

Frumento. Sempre nell’area dei cereali, l’Ucraina ha esportato fra gennaio e novembre 2023 14,4 milioni di tonnellate di frumento (+50,35% rispetto allo stesso periodo del 2022).

Il 51% dei volumi di frumento venduti da Kiev sono stati collocati in Unione europea (+111,87%, per una quantità superiore ai 7,31 milioni di tonnellate). L’Italia rappresenta il 3% del market del frumento ucraino e ha ritirato oltre 482.000 tonnellate (+29,32% rispetto a gennaio-novembre 2022), dietro a Spagna (3,27 milioni di tonnellate) e Romania (2,24 milioni di tonnellate). 

Alle spalle dell’Unione europea fra i Paesi di destinazione si collocano la Turchia, con il 16% della quota di mercato, l’Egitto (8%), il Bangladesh (6%), l’Indonesia (3%) e il Libano (3 per cento).

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Prezzi dei cereali ucraini molto competitivi. Una parte dei Paesi dell’Europa Centro Orientale lamenta, con riferimento all’export di cereali provenienti dall’Ucraina, prezzi particolarmente competitivi, che metterebbero sotto pressione la redditività degli agricoltori locali.

Le quotazioni del prodotto ucraino, con 147 dollari alla tonnellata, sono inferiori rispetto a Brasile (226 $/ton), Argentina (235 $/ton) e Stati Uniti (247 dollari alla tonnellata).

Anche il prezzo medio di export del grano tenero con 155 dollari alla tonnellata (il riferimento è alle quotazioni rilevate a novembre 2023, fonte: Teseo.Clal.it) è ampiamente più basso rispetto ai prezzi medi di export del frumento tenero proveniente da Unione europea (253 $/ton) e Stati Uniti (304 dollari alla tonnellata.

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Boom soia. Benché complessivamente l’export di semi oleosi e farine proteiche nei primi 11 mesi del 2023 abbia segnato una frenata (-4,41% in quantità e -24,11% in valore, fonte: Teseo.Clal.it), le esportazioni di soia hanno accelerato: +84,98% in volume e + 50,93% in valore.

L’Unione europea rappresenta il primo mercato di sbocco, con il 41% della quota di mercato, in crescita del 61,19% tendenziale, con l’Italia al quinto posto in Ue per volumi di soia ritirati (poco meno di 128.000 tonnellate, +11,26% rispetto a gennaio-novembre 2022).

Dietro l’Ue si posizionano i mercati di Turchia (28% del market share) ed Egitto (21%), con i porti turchi che con ogni probabilità fungono da primo porto di approdo, prima di intraprendere altre destinazioni.

Il sostegno europeo. Ieri la Commissione Ue ha trovato l’intesa fra i 27 Stati Membri per approvare un pacchetto di aiuti da 50 miliardi in quattro anni per l’Ucraina. Nei giorni scorsi, la Commissione europea ha proposto di rinnovare da giugno l’esenzione dai dazi doganali di cui godono i prodotti agricoli che entrano nella Ue. Un provvedimento che andrebbe abbinato comunque a «misure di salvaguardia» per limitare i volumi dei prodotti più sensibili. 

Le importazioni totali della Ue dall’Ucraina hanno raggiunto i 24,3 miliardi nei 12 mesi fino a ottobre 2023. Nel 2021, prima dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, le importazioni comunitarie da Kiev ammontavano a 24 miliardi di euro.

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