Sparatoria di Villafranca, spunta una supertestimone
Redazione
Ci sarebbe una svolta decisiva nel processo a carico del giostraio Athos Colombo, accusato dell’omicidio di Alberto Fiori, 75 anni, avvenuto a Villafranca di Verona il 19 giugno 2024, probabilmente per una faida relativa alla piazzola delle giostre in occasione della sagra patronale.
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Come riporta il Corriere del Veneto, ci sarebbe infatti una supertestimone chiave, citata dai difensori di Colombo nella lista di ventitré testi. La donna è una veronese di 52 anni, presente al momento del delitto, ritenuta dalla difesa particolarmente attendibile poiché non legata a nessuna delle famiglie coinvolte.
Come riportato nella richiesta di rito abbreviato dei difensori di Colombo, rigettata dal gup Marcia Cecilia Vitolla nel maggio scorso, la signora aveva già raccontato ai Carabinieri di Villafranca «di aver notato delle persone che litigavano animatamente fino a quando un uomo senza maglietta di grossa corporatura con un tatuaggio evidente, tirava fuori una pistola con la quale poco dopo esplodeva un paio di colpi all’indirizzo di un anziano che si accasciava al suolo».
Secondo la difesa, questo sarebbe un passaggio cruciale nella testimonianza, poiché l’imputato in quel periodo non aveva tatuaggi sull’addome e, la sera del delitto, indossava una maglietta, a differenza di quanto riportato dalla donna. L’uomo era inoltre bendato sull’addome in seguito a un intervento chirurgico allo stomaco, documentato con foto nel fascicolo del processo.
La tesi della difesa sostiene, dunque, che a brandire la pistola fu la vittima, Alberto Fiori, e che solo in seguito Athos Colombo sarebbe riuscito a prendere l’arma. Sempre secondo la difesa, i due colpi di pistola sarebbero di conseguenza stati esplosi come «legittima difesa».
Come aggiunge il Corriere, queste circostanze dovranno ora passare al vaglio della Corte d’Assise.
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