Dentro a Villa Il Girasole: il grande progetto dell’ing. Invernizzi
Forse non tutti sanno che a Marcellise, nel comune di San Martino Buon Albergo, sorge la Villa Il Girasole, in grado di rotare su sé stessa di 360°: un’opera visionaria di quasi 100 anni fa dell’ingegner Angelo Invernizzi – anche proprietario – e dell’architetto Ettore Fagiuoli.
Dopo la presentazione dello scorso maggio, proseguono i lavori della Fondazione omonima, che si occupa di preservare la villa, per darle una nuova vita. Al momento il meccanismo rotante non funziona, a causa di alcuni cedimenti strutturali, le cui conseguenze la Fondazione sta valutando attraverso uno studio in collaborazione con l’Università di Padova.
Villa Il Girasole è uno splendido esempio di un edificio unico al mondo di ispirazione futurista, con richiami stilistici e architettonici al mondo navale e dell’aeronautica. Al momento non è visitabile dal pubblico – che rimane un obiettivo per il futuro –, ma sono in programma delle aperture dedicate a studiosi.

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La storia di Villa Girasole
Presentata solo nel 1936 sulla rivista «Architettura», la villa ha goduto di poca notorietà fino al 2006 quando le è stata dedicata una monografia curata da Aurelio Galfetti, Kenneth Frampton e Valeria Farinati per le edizioni Mendrisio Academy Press. La villa si compone di un basamento a pianta circolare su due livelli, del Fagiuoli, addossato al pendio naturale del terreno che in sommità fa da base di appoggio per un volume a L, anch’esso a due piani, imperniato al centro su un corpo scala-ascensore cilindrico attorno al cui asse era possibile una rotazione completa di 360° in entrambe le direzioni. Di Invernizzi l’idea del telaio strutturale in cemento armato. Nel 2002, la figlia e unica erede dell’inventore, Lidia Invernizzi, decise di lasciare la Villa a una Fondazione intitolata ai propri genitori. Dopo la morte della signora Invernizzi, nel 2014, inizia il periodo di decadenza, fino al punto di svolta con l’insediamento del nuovo Cda.
Da luglio 2023, insediatosi il nuovo CdA della Fondazione, composto dal presidente, ingegner Giulio Furlani, anche sindaco di San Martino, dalla sua vice, l’avvocata Francesca Besana e dall’avvocato Claudio Carcereri de Prati, dall’architetto Marino Folin, dalla dottoressa Maria Cristina Motta, dal notaio Vincenzo Scaduto e dall’ingegner Michelangelo Speri, lungo è stato il lavoro per sviluppare un progetto di conoscenza scientifica volto al recupero, alla promozione, e all’adozione di tutte le misure necessarie per la tutela e la conservazione dell’edificio storico.
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