Fabio Venturi: «Abbiamo perso noi, la colpa è nostra. È finita un’epoca»
L’ex presidente di Agsm Fabio Venturi riflette dopo il ballottaggio
Fabio Venturi, già presidente di Agsm e in passato molto vicino a Flavio Tosi, negli ultimi mesi ha sostenuto la ricandidatura di Federico Sboarina. Si unisce, come molti altri nelle scorse ore, alla riflessione interna al centrodestra.
«Abbiamo perso, e non è una frase banale. Abbiamo perso noi, la colpa è nostra, non ci ha rubato nulla nessuno. Semmai ci hanno insegnato qualcosa» scrive su Facebook Venturi, oggi dirigente sportivo.
«Sono arrivato negli ultimi mesi di quest’amministrazione, pur non avendone mai fatto parte ufficialmente, e proprio per questo forse sono tra i più obiettivi. Ci sono errori nati nel passato, altri qualche mese fa. Qualche sbaglio è stato commesso anche durante la campagna elettorale. Non mi riferisco al mancato apparentamento, questo è un tema da tecnici, da palazzo, non da strada e piazza».
Venturi sembra riferirsi anche ai toni accesi delle ultime settimane di campagna, contro cui si è espressa anche l’ex assessora Ilaria Segala, candidata con la Lega.
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
Continua Venturi: «L’errore, a monte, è stato lo scarso dialogo con la Città, con i veronesi: ascoltare, accogliere idee e critiche, difendere le decisioni, modificare le scelte. In due parole: essere presenti. Il Covid di certo ha amplificato questi errori, perché ha bloccato la vicinanza con la gente e ha costretto un Uomo (Federico Sboarina) a cambiare radicalmente le priorità di Verona, per salvarla».
Il vincitore, Damiano Tommasi, aveva invece fatto dell’incontro diretto con i cittadini una cifra stilistica della campagna elettorale, con le passeggiate nei quartieri.
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni
«Sono stati 5 anni di grandissimi progetti dei quali vedremo i risultati nei prossimi mesi, per fortuna della Città. È stata fatta la straordinaria amministrazione, ma è mancata quella ordinaria, le piccole cose di tutti i giorni, che però fanno la differenza» registra Venturi. «Damiano Tommasi ha vinto con 50mila voti, che decidono le sorti di 260mila abitanti (minori inclusi). Ci sono 210 mila veronesi non rappresentati, e in primis a loro va il nostro impegno».
Gli aventi diritto al voto in questa tornata a Verona erano 202mila. Al primo turno hanno votato 111mila persone (55,08%) e al secondo turno poco meno di 95mila (46,84%). Nel 2017, quando fu eletto Federico Sboarina, al primo turno votarono 118mila persone (58,81%) e al ballottaggio fra Sboarina e Patrizia Bisinella 85mila (42,39%).
Il vincente Sboarina al ballottaggio 2017 fu votato da 46.962 veronesi (58,11%), Damiano Tommasi questa domenica da 50.118 (53,40%).
Fabio Venturi conclude così la sua riflessione: «È finita un’epoca iniziata nel 2007, questa la realtà. Dobbiamo aprirne un’altra». Nel 2007 fu eletto Tosi, che guidò Verona per due quinquenni, a cui è seguito quello di Federico Sboarina. Venturi sembra quindi proporre un taglio netto con quel mondo di centrodestra: «Ci siamo ma soprattutto ci saremo. Per Verona».
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






