Da Salvini e Zaia parole forti sui fatti di Peschiera e il SIULP rincara la dose
«Noi siamo quelli che pensano che quei ragazzi non abbiano avuto un’infanzia difficile, che siano da mettere in galera» ha detto ieri sera dal palco di piazza dei Signori a Verona Luca Zaia, intervenuto a sostegno di Federico Sboarina al raduno di fine campagna elettorale.
Il riferimento è ai disordini fra Peschiera e Castelnuovo del Garda del 2 giugno.
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«E se qualcuno in questa piazza pensa che queste siano parole forti è nella piazza sbagliata» ha specificato il Presidente della Regione Veneto. Anche il segretario della Lega Matteo Salvini era intervenuto sul tema pochi minuti prima.
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Nella mattinata odierna anche il presidente provinciale del SIULP (sindacato della polizia), Davide Battisti, ha preso una dura posizione sulla vicenda, sottolineando come la responsabilità di disordini come quello di Peschiera non possa cadere solo ed esclusivamente sulle forze dell’ordine e puntando il dito contro l’amministrazione: «Le drammatiche immagini dei fatti occorsi a Peschiera del Garda la settimana che ci lasciamo alle spalle hanno comprensibilmente suscitato sgomento nell’opinione pubblica. – si legge nella nota stampa – Noi del SIULP, diversamente, avevamo cominciato a parlare del pericoloso sfogo del disagio delle giovani generazioni parecchi lustri addietro, promuovendo, già nel 1995, un convegno che mirava, per l’appunto, a creare strutture e reti sociali in grado di gestire quelle che, secondo la nostra prospettiva, rischiavano di diventare pericolose criticità».
«Oggi che questo fenomeno manifesta tutta la dirompenza che noi avevamo presagito, c’è chi immagina che le responsabilità, anche per la ricerca delle soluzioni, debbano ricadere esclusivamente su chi è preposto al presidio dell’ordine e della sicurezza pubblica. – continua Battisti – Una sicumera inaccettabile, specie se proviene da pubblici amministratori che, in luogo di interrogarsi sugli interventi che avrebbero potuto porre in essere per contribuire al contenimento degli effetti di una simile imprevedibile tempesta perfetta, e cercare di ragionare sul come evitare il riproporsi di tali turbative, non hanno trovato di meglio che lasciarsi andare a sconcertanti affermazioni che hanno attinto, oltre a propri omologhi, anche una generalizzata serie di vertici istituzionali. Siccome in tema di pubblica sicurezza riteniamo di poter avere una qualche voce in capitolo, ci permettiamo di invitare tali improvvisati esperti di ordine pubblico a mantenere una sobrietà più confacente al proprio ruolo. Dedicandosi magari a mettere in agenda l’assunzione di operatori stagionali della Polizia Locale, l’implementazione della videosorveglianza che avrebbe reso assai più agevoli i riscontri investigativi, il divieto di vendita degli alcolici e, soprattutto, i controlli amministrativi per impedire che tali bevande vengano somministrati ai minorenni. Misure che sono maledettamente scomode, perché vanno evidentemente ad incidere sul bilancio e sul consenso».
«Ci chiediamo, invero, per quale ragione, visto che, per l’appunto, è di ordine e sicurezza pubblica che siamo a discutere, nessuno tra i pur numerosi interlocutori presenti ai molteplici tavoli di lavoro che sono stati allestiti, abbia avvertito l’esigenza di sollecitare la riflessione sull’opportunità di istituire quel Commissariato di Pubblica Sicurezza che noi, da tempo, riteniamo essere essenziale al controllo di prossimità nella zona del basso lago» prosegue il presidente provinciale di SIULP.
«Un tema sul quale, è appena il caso di ricordarlo, giusto quattro anni addietro, in occasione del nostro precedente congresso provinciale, avevamo organizzato un convegno al quale hanno partecipato anche alcuni dei primi cittadini del comprensorio gardesano. Che non ci risulta abbiano mai speso tempo o interventi per sostenere questo nostro progetto. Resta allora il dubbio che, dietro a certe altrimenti inspiegabili scomposte prese di posizione, oltre all’interesse di sviare l’attenzione dalle responsabilità proprie, si malcelasse l’obiettivo di approfittare dell’accaduto per orientare le polemiche in un’ottica strumentale e funzionale all’imminente tornata elettorale. L’auspicio è quindi che torni presto a prevalere la ragionevolezza e che si eviti la tentazione di scadere in ulteriori polemiche strumentali. Se qualcuno pensa che qualche equipaggio del Reparto Mobile possa sminare un terreno sociale così compromesso ha le idee parecchio confuse».
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