Rissa e molestie a Peschiera, vertice con sindaci e parlamentari

Attenzioni nazionali sui fatti di Peschiera e Castelnuovo del 2 giugno. Questa mattina vertice fra sindaci e parlamentari, mentre la Procura ha aperto due indagini parallele.

Peschiera - vertice fra sindaci e parlamentari
A Peschiera del Garda il vertice fra sindaci e parlamentari sui fatti del 2 giugno

Il caso è diventato ben presto nazionale. Le attenzioni sui fatti di Peschiera del Garda del pomeriggio del 2 giugno sono arrivate anche in Parlamento. Questa mattina, nella sede municipale di Peschiera del Garda, si è tenuto l’incontro fra sindaci della zona e parlamentari veronesi, promosso dalla sindaca Maria Orietta Gaiulli.

Il vertice era «finalizzato a sensibilizzare coloro che sono deputati alla salvaguardia dell’ordine pubblico, affinché i gravi episodi del 2 giugno scorso non si ripetano più», fa sapere la prima cittadina di Peschiera.

Presenti al vertice – convocato dall’Amministrazione comunale di Peschiera del Garda – i parlamentari Francesca Businarolo (M5S), Massimo Ferro (Forza Italia), Ciro Maschio (Fratelli d’Italia), Paolo Paternoster (Lega) e Diego Zardini (Partito Democratico), nonché il vicepresidente del Senato della Repubblica Italiana, Ignazio La Russa.

«A tutti loro va il sincero ringraziamento del sindaco e dell’Amministrazione arilicense, per la solidarietà e l’attenzione dimostrate, nella consapevolezza che solo il reciproco sostegno può impedire che simili incresciosi episodi di guerriglia, danneggiamenti e violenze non accadano più, né a Peschiera né altrove».

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Controlli al Lido Pioppi sabato pomeriggio peschiera castelnuovo
Controlli al Lido Pioppi sabato pomeriggio

Aperte due inchieste

La Procura di Verona sta lavorando su due inchieste parallele, per chiarire quanto avvenuto a Peschiera e Castelnuovo il 2 giugno. Una riguarda i disordini tra le due cittadine lacustri, nei centri abitati e in spiaggia. «Per questo fascicolo l’ipotesi è di rissa aggravata, danneggiamenti e tentata rapina» fa sapere l’Ansa. La seconda indagine riguarda le molestie sessuali denunciate da alcune ragazze lombarde, che si sono trovate circondate sul treno, mentre rientravano a casa dopo una giornata a Gardaland.

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Zardini (Pd): «Potenziare la prevenzione»

Onorevole Diego Zardini, deputato Partito Democratico
Il deputato Diego Zardini, Partito Democratico

Il deputato veronese Diego Zardini ha partecipato a nome dei colleghi del Partito Democratico questa mattina all’incontro a Peschiera del Garda sui gravi incidenti del 2 giugno.

«La condanna degli episodi del 2 giugno è fermissima e assoluta», ha ribadito Zardini. «Diamo il nostro pieno sostengo alle richieste del territorio di controllo e contrasto di simili episodi e ringraziamo le forze dell’ordine per aver saputo evitare danni peggiori. Proponiamo di rendere stabili e strutturali le azioni di prevenzione, anche col rafforzamento del monitoraggio dei social network da parte della Polizia Postale e della Digos, per prevedere luogo e data di raduni come quello del 2 giugno e approntare misure di dissuasione e prevenzione».

In prospettiva, ha proseguito il deputato, «occorre dare lo status di città balneare a quei comuni che nei periodi di alta stagione decuplicano la loro popolazione residente (coi turisti) come richiesto dal G20 delle spiagge con i comuni balneari per avere risorse, mezzi e uomini per adeguare i servizi al numero delle presenze turistiche».

Inoltre, ha concluso Zardini, «crediamo necessario non fermarsi alla superficie dei fenomeni e ai loro effetti, ma studiare e capire la genesi di questi maxi eventi, conoscerli per prevenire nel medio lungo termine, attraverso azioni coordinate di carattere educativo e culturale, adeguate politiche giovanili, sociali e di integrazione. Su queste azioni il Pd sarà presente e attivo al fianco dei Comuni e dei cittadini».

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Comencini (Lega): «Dibattito sullo ius soli assurdo»

Vito Comencini
Vito Comencini

«Il dibattito alimentato in queste ore dalla sinistra sullo ius soli è a dir poco assurdo, totalmente sfasato rispetto alla realtà. La maxirissa di Peschiera e le successive molestie nei confronti di alcune giovani dimostrano che quelli coinvolti non sono ragazzi che si vogliono integrare, sono semplicemente delinquenti». Lo afferma il consigliere comunale di Verona e deputato della Lega Vito Comencini

«Mi chiedo con che coraggio certi politici possano parlare ancora di integrazione, quando i giovani protagonisti degli abusi dimostrano di andare nella direzione opposta. Ragazzi di origine nordafricana, figli di immigrati: quelle seconde generazioni a cui la sinistra di Enrico Letta e del Pd vorrebbe svendere la cittadinanza italiana attraverso lo ius soli». Secondo Comencini «queste violenze trovano nell’islam radicale lo svilimento delle donne e l’odio verso il Paese che li ha accolti. A testimonianza di ciò ci sarebbe anche l’ipotesi che la Procura possa valutare l’aggravante dell’odio proprio sulla base delle dichiarazioni rilasciate dalle vittime delle molestie».

Comencini conclude: «Altro che ius soli, quello che è accaduto dimostra che non bisogna regalare la cittadinanza a chi non vuole integrarsi. Il dibattito dovrebbe piuttosto incentrarsi su cosa stia facendo davvero il ministro dell’Interno Lamorgese per mettere le nostre forze dell’ordine nelle condizioni di rispondere in modo efficace a questa violenza».

Maschio (FdI): «Serve il pugno di ferro»

«Noi abbiamo dato il pieno sostegno ai sindaci e ai cittadini delle comunità che sono state assalite da bande di ragazzini, in prevalenza nordafricani, che sono andati per delinquere, rubare, accoltellare e fare rissa. – ha spiegato l’On. Ciro Maschio, consigliere comunale di Verona e deputato di Fratelli d’Italia – Ci vuole il pugno di ferro, ci vogliono misure pesantissime. Bisogna dare alle forze dell’ordine più risorse per monitorare i treni e le stazioni, ma anche i social per prevenire questi fenomeni. E va fatta anche un’azione sul piano culturale e sociale per impedire che tanti ragazzini vengano coinvolti in quelli che sono fatti di delinquenza».

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