«La mia passione politica nasce grazie a Giorgio Almirante»

Marco Padovani, assessore di Fratelli d’Italia, racconta ai nostri microfoni alcune curiosità sulla sua vita privata, dalla passione per l'arte (e l'Impressionismo) al talento negli sport. Ripercorre poi le tappe fondamentali della sua carriera politica, da sempre ispirata a Giorgio Almirante. Una passione politica che nasce fin da giovane, folgorato dalla figura di Giorgio Almirante……

Marco Padovani, assessore di Fratelli d’Italia, racconta ai nostri microfoni alcune curiosità sulla sua vita privata, dalla passione per l’arte (e l’Impressionismo) al talento negli sport. Ripercorre poi le tappe fondamentali della sua carriera politica, da sempre ispirata a Giorgio Almirante.

LEGGI LE ULTIME NEWS

Una passione politica che nasce fin da giovane, folgorato dalla figura di Giorgio Almirante…

Esatto, nasce infatti da molto lontano. La mia famiglia ha sempre condiviso i valori di Giorgio Almirante e le sue parole, da qui deriva la mia ammirazione nei suoi confronti. Posso dire quindi che il mio modo di fare politica e la mia passione nascono proprio grazie a lui.

Cosa l’ha colpita di Almirante?

Mi affascinava il suo modo di fare politica con signorilità, senza mai attaccare l’avversario. Cerco di fare del mio meglio per imitarlo: Almirante evocava un’immagine di pacatezza nell’affrontare le questioni che mi ha affascinato sin da subito.

Non tutti sanno che lei ha fatto l’istituto d’arte e proviene da una famiglia di appassionati alla pittura, è corretto?

La mia famiglia per tradizione è di formazione artistica. È stato un mondo che ho vissuto sin da piccolo, tanto è vero che mi sono iscritto all’istituto d’arte Napoleone Nani che mi ha permesso di vivere un’esperienza bellissima e scoprire un mondo che ancora mi affascina. Ancora oggi andare a visitare musei e mostre d’arte, infatti, mi rasserena. Amo molto l’Impressionsmo, un movimento secondo me determinante per la pittura internazionale.

Ha anche provato tanti sport, riuscendo addirittura a concludere la maratona di New York…

Sì, ho provato tanti sport, alcuni con risultati pessimi! Nel 1999 ho portato a casa però l’unica maratona che ho fatto, quella di New York, con 4 ore e 29 minuti. È un ricordo che tengo nel cuore.

Venendo invece alla politica, lei si è affacciato alla Circoscrizione 4^, quartiere da cui lei proviene, giusto?

Sì. Ho fatto tutto il percorso politico che potevo fare. Sono partito negli anni Ottanta come Commissario del Movimento Sociale Italiano, poi sono passato in Alleanza Nazionale e via via mi sono candidato in Consiglio Comunale, e dopo una pausa di riflessione qualche anno fa sono ritornato in politica con Federico Sboarina.

Passiamo al 2017, quanto arriva l’occasione di ripresentarsi con alcuni suoi colleghi con il movimento Battiti e rientrare a Palazzo Barbieri. Era più emozionato la prima volta, nel 2012, o in quest’occasione?

Sono state due cose diverse. La prima volta è stata un’esplosione, mi sono ritrovato catapultato nella culla della politica di Verona e per me era tutto una novità. La seconda volta, con la creazione di questo percorso importante, siamo riusciti a porre i presupposti di una riscossa. Quest’ultimo movimento ci ha permesso di vincere le elezioni, è stata quindi un’altra grande soddisfazione.

Lei ha avuto un ruolo importante nella politica veronese, anche per via dell’aggiunta di varie deleghe, come quella alla Sicurezza, un tema molto caldo in quest’ultimo periodo…

La delega alla Sicurezza è giunta in seguito alle elezioni regionali. Il sindaco mi ha chiesto di ricoprire questo ruolo, che ho accettato volentieri. Stiamo lavorando con il Comando della Polizia locale e in sintonia con tutte le Forze dell’ordine su una città che non ha particolari esigenze. Tutto si può migliorare, ma l’azione quotidiana ci riconosce un grande lavoro. Dobbiamo cercare di essere sul pezzo tutti i giorni. Due sono le nostre unità cinofile e stiamo lavorando per recuperare una terza unità per controllare in maniera capillare il nostro territorio. L’assunzione di nuovi agenti ci imporrà un maggior lavoro di controllo.

Per quanto riguarda la Protezione Civile, invece, Verona è il più importante hub del Nord Italia per l’emergenza Ucraina e ha giocato un ruolo importante anche nell’emergenza Covid. È stato, ed è tuttora, un periodo intenso, immagino…

Assolutamente sì. Vorrei ricordare anche l’alluvione del 2020 e l’intervento tempestivo della Protezione Civile in merito. In ambito Covid, Verona è stata poi la prima e unica città a portare nelle case dei veronesi le mascherine quando l’emergenza era nel pieno della sua gravità. Abbiamo fatto un grande lavoro, e non ci siamo fermati nemmeno davanti alla guerra in corso. In tempi velocissimi abbiamo infatti creato un hub importante presso il Quadrante Europa.

Altre deleghe importanti, poi, come i Giardini Urbani. Non si fa mancare nulla, insomma.

È un lavoro che mi impegna moltissimo. La mia giornata inizia alle 6.45 e non finisce prima di mezzanotte, ma ci sono tante soddisfazioni. Si può sempre migliorare ma siamo molto orgogliosi del nostro lavoro. Se posso dare un dato, in cinque anni abbiamo investito più di venti milioni di euro per coprire situazioni pregresse difficili da sanare. Il Comune di Verona ha circa 1.200 km di strade e altrettanti marciapiedi, per far capire le necessità economiche che servono per la loro manutenzione.

Quanto è bello vedere una città che sta ripartendo?

È bellissimo. Ne parlavo qualche giorno fa con il sindaco Federico Sboarina, quando ci siamo affacciati alla finestra e abbiamo visto una piazza Bra gremita di gente. È una grande soddisfazione sapere che Verona venga cercata anche per manifestazioni importanti come l’arrivo del Giro d’Italia il prossimo 29 maggio. Ciò testimonia l’impegno e la costanza che tutti noi stiamo impiegando.

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!