Al via i test nelle farmacie. Padovani: «Felici di contribuire alla lotta al virus»

La lotta al Covid-19 passa anche dalle farmacie veronesi. Dopo l'accordo tra Federfarma nazionale e la Regione Veneto dello scorso 23 dicembre, che ha dato il via libera all'iniziativa, già da ieri alcuni farmacisti scaligeri hanno iniziato l'attività di screening presso il loro presidio sanitario per l'individuazione tramite test rapido, del virus SARS-CoV-2. Un'attività che…

La lotta al Covid-19 passa anche dalle farmacie veronesi. Dopo l’accordo tra Federfarma nazionale e la Regione Veneto dello scorso 23 dicembre, che ha dato il via libera all’iniziativa, già da ieri alcuni farmacisti scaligeri hanno iniziato l’attività di screening presso il loro presidio sanitario per l’individuazione tramite test rapido, del virus SARS-CoV-2. Un’attività che coinvolge le farmacie venete e quindi di Verona su base volontaria e che prevede la presenza all’interno degli spazi adibiti, che possono essere anche esterni al locale, di personale infermieristico debitamente formato per il prelievo molecolare.

Stamattina il servizio, a prezzo calmierato di 26 euro come da accordo nazionale, e sotto forma di tampone “drive-in”, è partito anche nella farmacia del consigliere comunale e vicepresidente di Federfarma Verona Gianmarco Padovani, in via Mameli, in Borgo Trento.

Padovani che tre giorni fa aveva espresso la soddisfazione di vedere concretizzati mesi di lavoro, in quanto promotore dell’iniziativa ripresa e approvata poi a livello nazionale grazie anche all’intervento dell’ex Sottosegretario alla Sanità e ora assessore alla Sanità della Regione Umbria Luca Coletto, il quale proprio ieri aveva espresso soddisfazione per la nuova modalità di screening inaugurata nelle farmacie, riconoscendo la bontà della collaborazione con lo stesso Padovani.

Gianmarco Padovani con l'infermiera addetta ai tamponi presso la sua farmacia in Borgo Trento.
Il dottor Padovani con l’infermiera che svolge il servizio di prelievo.

«Abbiamo iniziato stamattina con un pizzico di emozione perché veniamo da mesi di lavoro intenso nelle farmacie che, ricordiamolo, hanno sempre garantito il servizio, anche durante il lockdown e nella prima fase critica. – spiega Gianmarco Padovani – Ora contribuiamo ancor più attivamente alla lotta al Covid con questa possibilità che io e i miei colleghi e colleghe farmaciste abbiamo, su base volontaria, per essere ancora più vicini alla popolazione in questo momento di difficoltà ed emergenza. E di questo ne siamo felici».

«Io ho scelto di partire subito, anche perché sono stato il primo a esprimere la volontà di mettere a disposizione, non senza difficoltà, i nostri presidi sanitari. – prosegue il vicepresidente di Federfarma Verona – Non sono il primo a Verona ad aver inaugurato il servizio, già ieri qualche collega aveva iniziato, ma soprattutto non sarò l’ultimo, e questo è quello che conta di più. Ci sono colleghi più sensibili, altri più timorosi, ognuno ha il diritto di agire quando e come meglio crede, è una scelta per certi versi coraggiosa».

Padovani precisa che si tratta di test rapidi, non molecolari (riservati alle strutture sanitarie e ospedaliere) e non serve l’impegnativa del medico di base: «Non serve la ricetta, nel mio caso ho allestito uno spazio esterno per la modalità drive-in, ma nulla vieta che altre farmacie possano individuare degli spazi adeguati all’interno dei propri locali. L’infermiera, all’esterno, effettua il prelievo e lo consegna al nostro laboratorio interno. Dopo un quarto d’ora, venti minuti il risultato che, se negativo, termina lì, se positivo invitiamo il paziente a recarsi presso il proprio domicilio e a contattare immediatamente il suo medico».

Il servizio, come dicevamo, è su base volontaria per i farmacisti: «Consiglio alle persone di contattare la propria farmacia di riferimento innanzitutto per verificare se abbia attivato il servizio, in secondo luogo per conoscere tempi e modalità. Nel mio caso ho scelto, per il momento, in questa fase iniziale, di rendere disponibile lo screening due giorni alla settimana per almeno due ore, non è detto che possa ampliare la fascia oraria in futuro. Suggerisco, ripeto, di chiamare in farmacia per maggiori dettagli e per la prenotazione dell’appuntamento».

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