La protesta dei dipendenti comunali di Verona
Si è svolta questa mattina davanti a Palazzo Barbieri la protesta dei dipendenti comunali di Verona nei confronti dell’Amministrazione. Denunciano una mancata riorganizzazione dell’ente e l’atteggiamento di chiusura da parte dell’amministrazione comunale di fronte alle richieste dei lavoratori. Domani è in programma invece lo sciopero della Polizia Locale.
«Ringraziamo tutti coloro che hanno avuto piacere di essere presenti a un fatto, nel suo piccolo, storico. Una assemblea pubblica dei dipendenti del Comune di Verona (con oltre 400 persone)» si legge nella nota odierna del sindacato Cub.
Per domani è in programma un presidio di lavoratori e lavoratrici della Polizia Locale di Verona durante la loro giornata di sciopero nell’area della statua equestre davanti alla Fiera di Verona.
La risposta del Comune
«Quest’anno, dopo anni di blocchi assunzionali, gli enti pubblici possono recuperare il turn over del personale» si legge nel comunicato diffuso nel tardo pomeriggio da Palazzo Barbieri. «Solo da pochi mesi, quindi, anche per il Comune è possibile effettuare nuove assunzioni. È già stato predisposto il nuovo piano triennale per la copertura dei posti vacanti dovuti ai pensionamenti. Se, infatti, tra il 2018 e il 2019 sono state effettuate 186 nuove assunzioni, a fronte di 387 cessazioni, per l’anno prossimo sono previsti 165 nuovi ingressi contro le 84 uscite già formalizzate. Attualmente sono aperte ben 12 procedure di concorso e di selezione del personale».
«Questo in un panorama nazionale che registra una costante diminuzione del numero dei dipendenti pubblici da un decennio. Secondo la Ragioneria generale dello Stato, infatti, c’è stata una riduzione del 20 per cento». Diminuzione che sarebbe in linea con quella denunciata dai sindacati, da 2mila a 1800 negli ultimi anni.
«Sul fronte della contrattazione, l’amministrazione comunale ha sempre tenuto aperte le relazioni sindacali» rivendicano da Palazzo Barbieri. «Già a fine 2018, infatti, è stata attivata la trattativa per la sottoscrizione del Contratto Collettivo Integrativo Triennale 2019/2020/2021 e per l’accordo sulle risorse decentrate dell’anno 2019. Tavolo che non ha trovato la condivisione dei rappresentanti sindacali, tranne una sigla, infatti, gli altri non hanno partecipato al confronto, bloccando di fatto l’attivazione di progressioni, rivalutazioni indennità e riorganizzazione del lavoro».
«A rompere le trattative sindacali non siamo stati noi», ha aggiunto l’assessore al Personale Stefano Bertacco. «Sono l’effetto delle fratture fra le sigle, creando una divisione fra lavoratori che acuisce i problemi invece di affrontarli. L’Amministrazione è disponibile nei confronti dei lavoratori e ha sempre tenuto aperto il dialogo. Non abbiamo mai avuto posizioni diverse, sfido chiunque a dirlo. Così come è un dato oggettivo che mai come in questo periodo si sta procedendo con l’inserimento di nuovo personale».
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