Veronamercato, Sardelli: «Per il futuro investimenti e nuove opportunità»

In vista della 10ª edizione del Premio Verona Network, dedicato alle persone e alle aziende che fanno grande Verona, l'intervista ad Andrea Sardelli, Presidente di Veronamercato, candidato nella categoria Impresa.

«Veronamercato gestisce il Centro Agroalimentare di Verona, si trova in via Sommacampagna da oltre 16 anni ed è composta da una galleria mercatale lunga circa 900 metri. All’interno lavorano gli operatori del settore agroalimentare e specialmente ortofrutticolo. Parlando di numeri, l’azienda vede circolare al suo interno circa duemila persone al giorno, 450mila tonnellate di merci ogni anno per un fatturato che si aggira sui 430 milioni di euro. È un’azienda a controllo pubblico, il Comune di Verona è il socio di maggioranza, con il 75% delle quote, poi c’è anche la Camera di Commercio, aziende private, banche, Fondazione Cariverona e anche molte altre associazioni di categoria».

«Operando in un comparto essenziale le nostre attività sono continuate anche durante il lockdown, per continuare a fornire la grande distribuzione, i negozi di vicinato e non solo. È stato un periodo molto intenso e, almeno nella prima fase, dal momento che il mercato di Verona è anche un mercato di esportazione è evidente che ci siano state delle problematiche. Al di là della temporanea sospensione dell’import-export, ci siamo ripresi piuttosto rapidamente. La grande distribuzione in alcuni momenti del lockdown ha lavorato anche di più e hanno ottenuto ottimi risultati anche i negozi tradizionali, come i fruttivendoli dei singoli quartieri. Oggi anche l’esportazione di merci è ripartita, la gdo continua a operare in maniera importante così come i mercati rionali e l’ambulantato, che possono nuovamente lavorare».

«Il grosso problema che invece è ancora presente è quello dell’Horeca, quindi degli hotel e della ristorazione, a causa della crisi turistica. Il Lago di Garda ha riaperto circa il 20% degli alberghi, quindi è evidente che la mancanza di visitatori provochi il calo della richiesta alimentare e di ortofrutta. Stessa cosa riguarda la stagione lirica: se prima eravamo abituati ad avere ogni sera 13mila spettatori, ora con le nuove misure le previsioni si aggirano intorno ai 3mila e quindi anche per questo ci sarà un calo importante per tutte le attività che lavorano con il turismo. Speriamo che si torni al più presto alla normalità».

«Con la ripartenza dei cantieri edili ci siamo mossi per completare la seconda porta di entrata della galleria mercatale. Si tratta di un investimento che abbiamo fatto in proprio, senza ricorrere alle banche, per garantire ai nostri operatori di lavorare in condizioni ottimali, soprattutto in inverno. Per il secondo semestre 2020 e il primo del 2021 vogliamo fare un investimento, nell’area di 60mila metri quadri che abbiamo all’interno del Centro Agroalimentare, in collaborazione con i nostri soci, per dare la possibilità ad altre realtà imprenditoriali di investire su Verona creando lavoro e nuove opportunità».