Veneto Eccellenze: «L’emergenza implicherà il riposizionamento delle imprese sul mercato»

Maurizio Ebano, Direttore Generale di Veneto Eccellenze, illustra come l'emergenza sanitaria abbia acuito la crisi economica già in corso dal 2008 e come, per riprendersi, le imprese abbiano bisogno di focalizzarsi sul proprio posizionamento in questo nuovo scenario post virus.

«Veneto Eccellenze è una rete di associazioni – spiega Maurizio Ebano – di cui una parte aderisce a Casartigiani, che un’organizzazione nazionale e regionale Veneta, che riunisce l’associazione di Padova, quella di Rovigo, l’associazione di Venezia più una serie di piccole associazioni tra la bassa veronese, la bassa vicentina è una parte delle vallate bellunesi.

«Come Veneto Eccellenze puntiamo alla tutela delle categorie, dall’agricoltura all’artigianto, al commercio, al turismo e all’industria. Le aziende hanno bisogno sempre più di assistenza sindacale, partendo dai singoli prodotti che ogni azienda fa, per arrivare al complessivo dell’azienda. Ci occupiamo anche di attività di assistenza con esperti su diversi ambiti, a partire dal marketing fino alla comunicazione e a tutte le altre materie necessarie alla conduzione di un’azienda. Abbiamo creato un network attraverso un periodico registrato, venetoeccellenze.it: un giornale che ogni giorno pubblica bandi di comunicazione per riuscire ad avere i contributi regionali, nazionali ed europei, ma anche comunicazioni in materia fiscale, amministrativa e singoli approfondimenti. Ogni quindici giorni pubblichiamo anche delle panoramiche su imprenditori veneti che collaborano con noi e che reputiamo eccellenze nel loro settore, su argomenti formativi per le singole imprese e sui nuovi scenari economici che si stanno sviluppando».

«Riteniamo che la comunicazione sia il momento focale dello sviluppo dell’impresa – conclude il direttore – in particolar modo oggi con la situazione economica che stiamo vivendo. Una devastazione economica che era già in corso da molto tempo: ricordiamoci che non siamo ancora usciti dalla crisi bancaria del 2008, non c’è un’azienda che sia riuscita in un modo o nell’altro a ricostruire una patrimonializzazione per poter stare sul mercato. Quello che è successo l’8 di marzo, con l’imposizione delle chiusure, manovra corretta per affrontare il problema sanitario, ha causato un danno ancora maggiore a queste aziende. È indispensabile che le imprese, al di là della riapertura, riescano a capire dove vogliono pozionarsi, perché non è detto che il mercato torni come prima, nella ristorazione, nel turismo e così via; sarà difficile tornare a parlare di economia di massa. Bisogna che le singole imprese si costruiscano dei prodotti di nicchia e puntino a riposizionarsi con questi prodotti sul nuovo scenario economico».