Sboarina: «Siamo al palo, mancano velocità e certezza»

Il sindaco di Verona, Federico Sboarina in diretta per le ultime notizie sul coronavirus nel nostro comune.

«Ribadisco quello che sto dicendo ogni giorno: ancora oggi siamo al palo e mancano due cose fondamentali, la velocità e le certezze. Perché oggi è mercoledì 13 maggio, abbiamo tutti auspicato che la ristorazione, i bar possano riaprire, ma non c’è nulla di ufficiale e non si hanno ancora i protocolli. Non sappiamo la data degli spettacoli, delle fiere» così il sindaco Sboarina in diretta da palazzo Barbieri.

«Ricordo che sono passati 23 giorni dall’invio della lettera con una serie di richieste al premier: ho controllato con i sindaci capoluogo e il sindaco di Treviso ha detto che il 30 aprile la segreteria del premier ha confermato l’incontro, ma si deve ancora decidere il giorno».

«Siamo in ginocchio, con una pistola puntata alla testa – ha detto il sindaco durante il punto stampa in streaming -. È un’immagine drammatica, ma purtroppo questa è la fotografia delle nostra città e degli altri comuni che, a tutt’oggi, non hanno ricevuto alcuna risposta dal Governo. Anche se, dopo tanti rinvii, il nuovo decreto sulle riaperture arrivasse oggi è ugualmente tardi».

«Gli imprenditori che devono riaprire non possono improvvisare all’ultimo momento: quanti posti potranno avere e quindi quanto personale impiegare. Il decreto andrà sicuramente interpretato e ogni giorno che passa è un giorno perso. In questa delicata fase sono mancati due elementi fondamentali: la velocità, ne è dimostrazione il ‘Decreto Rilancio’, atteso per aprile e siamo a metà maggio; e la certezza, che serve agli amministratori come ai cittadini. Fino ad ora ci siamo tutti arrangiati con il buon senso. Lo stesso vale per i comparti degli spettacoli e delle manifestazioni fieristiche, settori strategici per l’economia del nostro territorio. Senza date certe, non può essere fatta nessuna programmazione, a scapito delle numerose categorie che vivono di turismo e degli indotti legati a tali attività».

«Siamo al palo – continua il sindaco -. Non si possono tenere le persone sulla graticola, dopo due mesi di sacrifici enormi che hanno comportato gravi perdite economiche, per i cittadini come per gli enti locali. I sindaci sono stati lasciati soli ad affrontare mille difficoltà e imprevisti. Nonostante la più totale incertezza, stiamo facendo tutto il possibile per ripartire, ma il perimetro di interventi concreti è solo il nostro».