Luciano Pareschi: «Anche se dimenticati dal Governo siamo pronti a ripartire»

Il consigliere di Parchi Permanenti Italiani e patron di Caribe Bay illustra la grave situazione che sta affrontando il settore: poche tutele e ristori a singhiozzo, nessun protocollo. Ma la macchina turistica di eccellenza nazionale non si ferma e continua a progettare divertimento

Un anno di chiusure serrate ha determinato una crisi storica per il settore dei parchi permanenti e parchi tematici. Una costola importante del settore dell’intrattenimento e del turismo italiano che ogni hanno accoglie circa 17milioni di persone secondo i dati SIAE.

Luciano Pareschi, consigliere Parchi Permanenti Italiani e patron di Caribe Bay, illustra la grave situazione che il comparto si trova a fronteggiare da più di un anno.

Qual è l’attuale situazione dei parchi permanenti?

«L’attuale situazione dei parchi italiani è particolarmente grave e va sommata al fatto, assolutamente non trascurabile, di essere stati completamente dimenticati dal Governo– Il nostro settore non è stato neanche citato nei veri decreti e nelle disposizioni per cui accusiamo una forte mancanza di rappresentanza. Siamo inserito all’interno della categoria spettacolo, invece dovremmo far parte del mondo del turismo perché siamo punti di riferimento importanti per quest’ultimo settore».

«Nel complesso, oltre 50mila persone che operano e lavorano nel settore dei parchi sono rimaste a casa con un intervento statele troppo debole. Ad esempio, il Caribe Bay, parco a tema acquatico gestito storicamente dalla mia famiglia, ha subito una perdita che ammonta a circa 2milioni di euro. Come ristoro abbiamo ricevuto solo 4mila euro».

Quali sono le richieste che il comparto ha inoltrato al Governo?

«P. P. I. (Parchi Permanenti Italiani) ha chiesto e sta chiedendo alle Istituzioni di rientrare fattivamente nel settore del turismo e come tale godere di maggiori tutele. Ci aspetta ancora un anno incerto e per questo è necessario spalmare le perdite subite nel corso del biennio in 12-15 anni, richiesta già inoltrata da diverse altre categorie. Urgono le riaperture perché il bisogno di lavorare è forte: per farlo, le istituzioni devono rilasciare protocolli di gestione chiari ed efficaci».

«Il fatturato complessivo del mondo dei parchi divertimento e tematici è di circa 800milioni di euro, una parte forte dell’economia italiana. Quest’anno abbiamo assistito al passaggio di ben cinque parchi nazionali a fondi di investimento stranieri: inaccettabile per delle eccellenze che non devono essere cedute ad altre mani».

Come si sta muovendo Caribe Bay e quali sono i progetti futuri?

«Caribe Bay è uno dei parchi più premiati d’Italia con 13 vittorie su 18 edizioni di Parks Mania Awards come miglior parco a tema acquatico in Italia. Una scenografia complessa e studiata si estende su 80mila metri in linea come i grandi parchi a tema del mondo come quelli Disney. Nel 2019 abbiamo ricevuto una nomination come uno dei migliori sette parchi al mondo».

«La nostra è una macchina in continuo movimento: non abbiamo mai smesso di investire e abbiamo in cantiere progetti da qui a 10 anni. Non siamo abituati a stare fermi e non siamo avvezzi all’ordinaria amministrazione, il nostro imperativo primario è crescere e migliorare. La nostra forza è creare nuove strutture e nuovi posti di lavoro».