Un pomeriggio d’estate, una piazza affollata e l’Arena, che si erge maestosa. Aspettiamo, sotto l’orologio della Brà, di incontrare Hui He, soprano cinese che da quindici anni, senza interruzioni, calca il palco dell’anfiteatro romano, con grazia, forza ed eleganza. Ancora una volta, quest’anno, in occasione del Festival lirico, l’artista ricoprirà un ruolo di primo piano, vestendo i panni di Tosca, il 23 e il 29 agosto, e di Aida, il 31. Un anniversario che stabilisce un record nella storia dell’Arena: nessun cantante, finora, si era esibito per quindici anni consecutivi.

Il soprano arriva e ci accoglie con gentilezza, ci sediamo con lei davanti a un bicchiere di succo ghiacciato, e inizia a raccontare la sua storia, da quando per la prima volta, a diciotto anni, rimase incantata dalla Bohème di Puccini. Un momento che, da lì in poi, avrebbe dato il via all’amore per la lirica e a un’escalation di successi.

«Quando sentii per la prima volta la Bohème – ci ha rivelato – non riuscii a trattenere le lacrime. Fu una grande emozione, nonostante non capissi alcuna parola di italiano. Era la cosa più bella che avessi mai sentito. Da quel momento capii che avrei voluto dedicare ogni mio giorno alla lirica».

«Ricordo ancora quando, nel 2005, debuttai in Arena con la Liù di Turandot: provai un’emozione indescrivibile e per la performance vinsi anche il premio come miglior debuttante. Sono molto orgogliosa di avere la possibilità di esibirmi ogni anno in Arena, è un teatro che mi ha sempre dimostrato una grande fiducia e trasmesso passione, arte, bellezza».

«Ricordo quando nel 1999 arrivai in Italia per studiare e assistetti per la prima volta all’opera in Arena, con Madame Butterfly. Pensai che se un giorno fossi riuscita a calcare anch’io quel palco sarei potuta morire felice. Dopo quattro anni quel sogno diventò realtà. Quest’anno vestirò i panni di Tosca, di cui abbiamo iniziato le prove da un paio di giorni, e di Aida, che forse, tra tutti, è il personaggio a cui sono più legata».

«Verona per me è la seconda casa, vivo qui da quasi vent’anni, ho tanti amici, anche al di fuori della lirica. La città mi trasmette tranquillità, la sua atmosfera è in sintonia con il mio carattere e, in tutto questo tempo, ho trovato anche molti punti di contatto fra Italia e Cina, come la sincerità, l’onestà e la passione per la cucina».

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