Ingegneri, Falsirollo: «Manca giusto compromesso tra esigenze produttive e sanitarie»

Il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Verona, Andrea Falsirollo, ha illustrato le problematiche connesse al nuovo decreto ministeriale per i settori dell'edilizia, delle costruzioni e dell'industria, evidenziando anche come le autocertificazioni per gli spostamenti rendano più difficile il consueto svolgimento dei lavori.

«L’Ordine degli Ingegneri di Verona rappresenta 2800 iscritti. Operiamo in molteplici settori – spiega il Presidente Andrea Falsirollo – da quello civile al mondo delle costruzioni, ma ci occupiamo anche dell’impiantistica, del comparto informatico e di quello relativo alle telecomunicazioni. A tutto tondo rappresentiamo sia il settore delle costruzioni sia delle imprese».

«È difficile dire cosa accadrà, dire “andrà tutto bene” è più una speranza più che un qualcosa che riusciamo a vedere da questo momento in poi. Il decreto che è appena uscito sembra privilegiare di più l’aspetto personale, privatistico, e poco quello produttivo. Mi spiace vedere che la commissione del governo si sia concentrata di più sul cautelare invece che sull’ottenere il giusto compromesso tra attività produttive ed emergenza sanitaria».

«Il settore delle costruzioni avrebbe bisogno di ripartire, in questo momento sono interessati solo i cantieri edili legati alla pubblica amministrazione e questo è veramente riduttivo. I protocolli che sono stati fatti per i cantieri sono difficili da sostenere, creano delle vere difficoltà non solo per le imprese, ma anche per i nostri iscritti, colleghi che operano nel settore dell’edilizia, in quello industriale, come operatori della sicurezza: tutti saranno messi a dura prova perché i protocolli e le misure sono veramente impegnative».

«Poi lancerei un grido di ascolto per il governo, ma anche per tutti gli altri enti: noi, così come tutte le altre categorie, abbiamo necessità di spostarci e non siamo come un’azienda che opera in un solo cantiere, ma ci spostiamo su diversi siti, e tutte queste autocertificazioni aumentano notevolmente il nostro impegno lavorativo. L’emergenza non si risolve con le certificazioni, ci sono delle misure e bisogna rispettarle, ma certificare ogni spostamento diventa veramente ridicolo e poco utile al raggiungimento dell’obiettivo».