Fusione Agsm-Aim, Sboarina e Rucco:«Un’unica azienda per il bene della comunità»

Dopo l'approvazione del progetto di fusione da parte della Giunta comunale scaligera, oggi a Palazzo Barbieri il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, hanno presentato i piani della multiutility per il futuro. «Un momento storico per il Veneto. La fusione è un'operazione industriale che consentirà la crescita della comunità», ha sottolineato Sboarina; «c'è la volontà di presentare il progetto al Governatore Zaia, se la Regione ci darà una mano siamo aperti a eventuali aggregazione future» ha aggiunto Rucco.

New call-to-action

«Salvaguardare i posti di lavoro, e anzi crescere anche nelle assunzioni, sono i nostri punti fermi – ha sottolineato Rucco. Abbiamo compiuto questa operazione per il bene della comunità, per rispondere in maniera efficace a un mercato sempre più competitivo e portare nel territorio un maggiore indotto economico, favorendo, specie in un periodo come questo, la ripresa. Sin dalle prime decisioni di Giunta, ho portato le carte su tutte le tavole di maggioranza, minoranza e associazioni di categoria per costruire il futuro insieme».

«Questa è un’operazione industriale – ha specificato Sboarina – ed è attraverso la crescita industriale che cresce la comunità. La fusione porterà beneficio a entrambi, sarà un’unica azienda con un unico consiglio di amministrazione. Voglio precisare, inoltre, che al contrario di quello che dice qualcuno non ci saranno spostamenti di lavoratori tra le due città; ognuno continuerà a lavorare nelle stesso posto di prima».

«Dal primo gennaio la società deve essere operativa – ha aggiunto Rucco – ciò comunque non significa che sarà già pronta al 100 per cento, perché la prima sarà, ovviamente, una fase di passaggio, di organizzazione. Ora le opposizioni hanno 60 giorni di tempo per eventuali notifiche. Entro il 31 dicembre ci saranno le nomine del cda e l’atto costitutivo».

Il sindaco di Vicenza ha concluso aggiungendo un ulteriore proposito: «C’è la volontà di presentare a Zaia questo progetto e condividere con la Regione il percorso per il futuro. Se vorrà darci una mano, siamo aperti a eventuali aggregazioni future».

I commenti

La nota dell’ex Presidente di Agsm, Michele Croce.

«Sono felice di questo risultato, che sento anche mio per l’ impegno nei miei 20 mesi di presidenza per avvicinare gradualmente le due società e migliorare il lavoro svolto precedentemente, anche (ma non solo) nel rapporto di concambio (decisamente aumentato in favore di Agsm rispetto al 2017). Il lavoro fatto fino ad oggi per costringere il Sindaco di Verona a rinunciare al progetto folle ed illegale di svendita al colosso milanese e ritornare nella carreggiata naturale e legale della fusione con Vicenza, attraverso diffide legali, esposti alle Autorità indipendenti, denunce penali, ricorsi al TAR finalmente ha portato i suoi frutti».

«Subito ero solo in questa lotta, poi, col trascorrere dei mesi, man mano che si chiariva a tutti cosa c’era dietro il mio ammutinamento, insieme ad ex presidenti come me (Sardos Albertini), politici (Stefano Valdegamberi, su tutti), dipendenti ed ex-dipendenti, collaboratori, colleghi avvocati e cittadini siamo riusciti a tutelare, preservare e salvare un’azienda dal passato glorioso, dal presente solido, dal futuro prosperoso. Come dire: ci ho rimesso il posto, ma abbiamo salvato il motore economico e industriale di Verona».

A esprimere disappunto in merito alla fusione Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune.

«I toni trionfalistici sulla fusione Agsm-Aim che hanno accompagnato l’approvazione in consiglio comunale e le successive iniziative del Sindaco Sboarina sono grotteschi e imbarazzanti. Molto più prosaicamente Sboarina si è limitato a condurre in porto male, anzi malissimo, e con riprovevole ritardo una partita aperta e impostata già due anni prima del suo ritorno a Palazzo Barbieri».

«Ma la più grossa bufala che sta circolando in queste ore è che sarebbe nata la multiutility del Veneto… In realtà la Regione del Veneto non ha mai speso mezza parola sulla fusione tra Verona e Vicenza mentre Padova e Treviso hanno da mo’ imboccato direzioni del tutto diverse. Il bisogno di salvare le apparenze porta il Sindaco a dimenticare che fino a due mesi fa sosteneva come imprescindibile la necessità di una partnership con A2A, in quanto la sola fusione con Vicenza era, secondo gli stessi advisor, “insufficiente”».

«Con notevole sangue freddo Sboarina non ha replicato alle dichiarazioni della Lega che davanti a lui ieri sera ha rivendicato il merito di aver affossato l’alleanza con i milanesi di A2A. Questa politica che dice tutto e il contrario di tutto non conosce la vergogna: è stata proprio la Lega a cacciarci nel vicolo cieco della trattativa in esclusiva con A2A votando il “mandato” all’ex presidente Finocchiaro e costringendo noi dell’opposizione a fare le barricate per la trasparenza e la tutela del principio di concorrenza».

«Il migliore di tutti è stato l’assessore Polato che si è fatto vivo solo il giorno del voto in consiglio comunale per cantare vittoria.Ora questo progetto “straordinario”, che nemmeno i revisori dei conti sono riusciti a comprendere, dovrà essere spiegato ai lavoratori. In quanti dovranno trasferirsi? In quanti verranno scorporati? In quanti finiranno a gara? Come diceva qualcuno, non c’è nulla di più pericoloso di una sincera ignoranza».

L’infografica dell’operazione di fusione tra le due aziende: