Coronavirus, l’infettivologo Concia: «Facilmente trasmissibile, ma poco virulento»

Abbiamo intervistato questa mattina, nei nostri studi, l'infettivologo Ercole Concia, professore ordinario di Malattie Infettiva all'Università di Verona fino al 2018, per chiarirci le idee sull'effettiva, o meno, pericolosità del Coronavirus.

«Il Coronavirus è di facile trasmissione, ma poco virulento»: questa la prima dichiarazione dell’infettivologo Ercole Concia, oggi nei nostri studi per fare chiarezza sulla reale pericolosità del Coronavirus.

«La letalità si attesta attorno al 2-3%, ciò significa che almeno il 97% delle persone colpite guarisce – continua Concia – e questo è un elemento assolutamente positivo. Il virus dà dei segni e sintomi sovrapponibili a quelli di una comune influenza, quindi febbre, tosse e malessere generale, però bisogna anche ricordare che sono molti gli individui asintomatici, mentre altri, in bassa percentuale, arrivano alla polmonite, necessitando del ricovero in strutture adeguate. Si può dire, comunque, che i dati dimostrano che i guai provocati dall’influenza siano ben maggiori: a fine stagione arriveremo a sei milioni di casi colpiti quest’anno, di cui i decessi stimati saranno circa 8mila in Italia».

Il professore ci ha anche riferito che, da quanto emerge dai dati internazionali in suo possesso, il picco del virus ha già raggiunto il suo massimo in Cina e ora sta cominciando a decrescere. Questo grazie alle misure di contenimento e di quarantena adottate dal Paese e replicate in Italia, soprattutto nelle “zone rosse”: «Le misure sono sicuramente molto rigide, ma stanno dando dei buoni risultati; se l’andamento continuerà a mostrare la diminuzione dei casi, si potrà allentare la presa, per evitare anche ulteriori ripercussioni sull’economia e il diffondersi di panico ingiustificato».