Commercialisti, Mion: «Per ripartire devono essere eliminati i lacci della burocrazia»

Alberto Mion, Presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e contabili di Verona, ha tratteggiato un profilo di quelli che saranno gli scenari economici dei prossimi mesi, spiegando quali sono i due problemi più urgenti che il governo deve risolvere per favorire la ripartenza.

«A Verona gli iscritti all’Albo dei dottori commercialisti sono circa 1700, a livello Triveneto 11mila, a livello nazionale circa 120mila. L’ordine dei dottori commercialisti, così come gli altri ordini professionali, è un ente pubblico: nel nostro ordinamento ci occupiamo di tutte le materie che sono legate alla parte economica e fiscale della vita, sia delle persone fisiche sia delle aziende. Mi riferisco pertanto alle attività di consulenza, dichiarazione dei redditi, bilanci, ma anche alle attività legate al tribunale, quindi sostanzialmente alla parte relativa ai fallimenti, alle procedure connesse e di ausilio al giudice. Oltre a queste materie, ci occupiamo anche di contenzioso tributario, ovvero dei problemi che possono sorgere fra contribuenti e agenzie delle entrate».

«È difficile sapere cosa ci attende dal punto di vista economico nei prossimi mesi – continua Mion – stiamo cercando anche noi di capirlo, perché noi e i nostri clienti dobbiamo prendere delle decisioni rapide e che, nello stesso tempo, siano le più corrette possibili per consentire il futuro stesso delle aziende. L’impressione che abbiamo è che, giustamente, si sia data la precedenza ai problemi sanitari, perché sono quelli da risolvere per primi, però le problematiche economiche che questo Coronavirus si trascinerà per il futuro saranno decisamente importanti e di lunga durata. Siamo molto preoccupati, ma guardiamo avanti e cerchiamo di capire quali possono essere le soluzioni migliori».

Per concludere, abbiamo chiesto al Presidente Mion di cosa avrebbero bisogno, nell’immediato, le aziende per ripartire, oltre alla liquidità. «Il problema della liquidità è sicuramente importante. Le cifre che sono state messe a disposizione da parte del governo sono ingenti, però concretamente, stiamo riscontrando parecchi problemi: la pratica per ottenere la liquidità non è automatica, perché deve essere comunque analizzata dall’Istituto di credito secondo le regole consuete, pertanto si crea un “collo di imbuto” che impedisce un’erogazione rapida dei finanziamenti. Oltre a questo, c’è un problema ancora più urgente, anche se in parte è collegato alla liquidità, ovvero quello della burocrazia: in questo momento devono essere eliminati tutti quei lacci e lacciuoli esistenti affinché ci sia una ripartenza forte. Questo aiuterebbe gli imprenditori anche da un punto di vista psicologico, consentendo loro riprendere con entusiasmo le attività che facevano prima».