Chievo, la frazione storica di Verona raccontata da Francesco Castioni

Questa mattina ci siamo soffermati su un'altra frazione di Verona:Chievo, facente parte della terza circoscrizione. Lo abbiamo fatto con Francesco Castioni.

Questa mattina ci siamo soffermati su un’altra frazione di Verona:Chievo, facente parte della terza circoscrizione. Lo abbiamo fatto con Francesco Castioni.

Lo storico dell’arte inizialmente ci racconta di Corte Cipolla:«Questa Corte è composta da una torre colombaia la cui fondazione risale all’incirca all’ottocento. Sembrerebbe che il nome originario della frazione derivi dal fatto che essa facesse parte del monastero di San Zeno. Quest’ultimo aveva bisogno di una torre di avvistamento che sorgeva proprio dove si trova Corte Cipolla in via Bionde. E’ chiamata «Corte Cipolla» perché la casa presente sulla sinistra è stata in origine costruita dalla famiglia omonima. Possiamo essere certi della provenienza in quanto nella Villa sono presenti moltissimi stemmi di cipolle

L’altro importante edificio presente a Chievo è sicuramente Villa Pullè:«Ho voluto ricordare questa Villa con una foto che rappresenta i momenti di gloria della stessa, per fornire un’idea di come doveva essere nei momenti in cui i conti Marioni e successivamente Leopoldo Pullè abitavano all’interno della villa stessa. Una parte delle armature presenti all’interno di quest’ultima sono adesso conservate all’interno del museo Miniscalchi Erizzo che si trova in centro a Verona».

Parlando invece del veri e propri aspetti artistici abbiamo chiesto a Francesco Castioni un commento a riguardo della Chiesa, in particolar modo di un affresco: «Quest’ultimo è particolarmente misterioso in quanto non si sa con precisione se sia stato composto nel tardo 300 o nel pieno 400. E’ conservato dietro l’abside della Chiesa di Verona dedicata a San’Antonio Abate: raffigura la Madonna compiangente il Cristo, alla sinistra dell’osservatore troviamo San Pietro da Verona, mentre sulla destra è raffigurato proprio Sant’Antonio Abate. La misteriosità dell’affresco sta proprio nel fatto che, data la sua forma di arco, non ha senso che si trovi all’interno di quella nicchia. E’ stato infatti inserito successivamente e sembrerebbe che la decorazione di marmo attorno sia stata segata apposta per ospitare questo tipo di immagine sacra. Molto probabilmente la Chiesa di Chievo non sorgeva nel luogo in cui si trova adesso ma si trovava molto più vicina alle mura di San Zeno. Essendo che la Serenissima, dopo la prima metà del 1400, decise di radere al suolo la famosa Spianà creando una zona di servitù militare intorno alla città di Verona, anche gli abitanti di Chievo dovettero prendere quello che avevano e spostarlo più all’esterno. Quindi come accadde anche in altre Chiese, si spostarono le immagini sacre o più significative all’interno della nuova Chiesa ed ecco che probabilmente da qui deriva l’origine di questo antico capitello».

Un’ultima curiosità riguarda invece una lapide commemorativa per Umberto Boccioni:«Sulla lapide è presente la dedica “artista e soldato d’Italia”. Proprio in quel luogo egli cadde da cavallo, esattamente tra la ferrovia e la diga idroelettrica cioè due grandi monumenti dell’era futurista: la velocità, il vapore, l’energia.».