Azienda Ospedaliera, Micheletto: «Il vero problema sono i comportamenti individuali»

Sono oltre 600mila gli italiani che hanno ricevuto il vaccino anti-covid di Pfizer-Biontech. La campagna di vaccinazioni, iniziata il 27 dicembre scorso in Italia, sta infatti proseguendo, con la somministrazione alle fasce prioritarie: ossia medici, operatori sanitari e socio sanitari, ospiti delle strutture residenziali per anziani e le persone in età avanzata. In Veneto, al momento, sono…

Sono oltre 600mila gli italiani che hanno ricevuto il vaccino anti-covid di Pfizer-Biontech. La campagna di vaccinazioni, iniziata il 27 dicembre scorso in Italia, sta infatti proseguendo, con la somministrazione alle fasce prioritarie: ossia medici, operatori sanitari e socio sanitari, ospiti delle strutture residenziali per anziani e le persone in età avanzata. In Veneto, al momento, sono state somministrate oltre 63mila dosi, che corrispondono al 100% della prima fornitura e al 63,4% della seconda da parte di Pfizer. In molte regioni ora si sta per procedere al richiamo della prima somministrazione, necessario perché il vaccino risulti effettivamente efficace.

Anche a Verona le vaccinazioni proseguono e per parlare a che punto siamo e a livello di contagi come sia messa la nostra città, siamo in collegamento con il dottor Claudio Micheletto, primario di pneumologia dell’Azienda Ospedaliera di Verona. «L’impatto sugli ospedali è ancora piuttosto elevato, diciamo che è calato leggermente il numero delle persone che in Pronto Soccorso aspettano un ricovero. Diciamo che ora riusciamo a ricoverarli tutti nel giro di breve termine. I posti letto a disposizione comunque, circa 275 solo per i due ospedali cittadini, sono sempre costantemente occupati»·

«Il tanto agognato calo dei ricoveri ospedalieri quindi ancora non si vede» prosegue. «Siamo molto soddisfatti del numero elevato di persone fino ad ora vaccinate, c’è stata un’adesione altissima. Da lunedì scorso è iniziata la campagna vaccinale per i dipendenti e c’è stata un’elevatissima partecipazione. Questo vaccino prevede due somministrazioni, quindi la completa immunizzazione è dopo la seconda dose che è dopo 14-27 giorni. Non sono segnalati reazioni particolari, la tollerabilità è buona»·

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Non bisogna abbassare la guardia comunque. «La cosiddetta immunità di gregge di realizza con percentuali molto alte della popolazione, il numero è finora molto basso rispetto alla popolazione. Bisognerà vaccinare almeno 30-40 milioni di persone prima di poter dire di avere questa immunità. Questo è una primo passo che consentirà la protezione di persone di alcune fasce particolari. Serve ancora molta cautela nei nostri comportamenti».

Possibile una futura zona rossa per il Veneto. «Tutte le persone ricoverate dal 27 dicembre in avanti, così come affermato dalla mia collega dottoressa Tacconelli in un’intervista di questi giorni, ci siamo resi conto che hanno fatto qualcosa di non corretto, cioè non hanno seguito le regole imposte. Non è vero che le misure restrittive non sono servite, è vero invece che non sono state seguite completamente. Non è sufficiente ciò che è stato fatto fino adesso, serve prendersi le proprie responsabilità».

«Il sistema sanitario non può andare avanti così, perché enormi risorse vengono deviate e indirizzate verso un’unica malattia infettiva» conclude. «Adesso sono tre mesi che abbiamo costantemente questi numeri, senza cali considerevoli, qualcosa bisogna fare, non si può far finta di niente. Serve ridurre questo numero perché non possiamo convivere con questo virus. Un’ultima cosa che mi sento di dire è che la scuola è forse l’ultimo dei problemi. La cosa più importante sono comunque i comportamenti individuali».

Leggi il report aggiornato sui vaccini del Ministero della Salute

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