Medaglia d’oro al Polo Santa Marta

Consegna questa mattina la Medaglia d’oro per l’Architettura 2015 a Massimo Carmassi per il restauro del Polo Santa Marta, inaugurato qualche giorno fa. Un riconoscimento prestigioso, che premia il grande impegno dedicato all’ex Caserma di Santa Marta, destinata a diventare uno dei luoghi più interessanti di Veronetta.

«Il recupero degli edifici commissionato dall’università di Verona e realizzato da Massimo Carmassi con Gabriella Ioli Carmassi, ISP e IUAV Studi e Progetti, adegua uno straordinario complesso alle necessità di una moderna struttura universitaria».

Così si legge nella motivazione per la Medaglia d’oro all’Architettura 2015, consegnata questa mattina a Massimo Carmassi per il restauro del Panificio della Caserma Santa Marta, nuova sede dei dipartimenti di Economia aziendale, Scienze economiche e una parte di Scienze giuridiche nonché sede della Biblioteca economica dell’università di Verona.

L’annuncio è stato dato questa mattina, a Palazzo dell’Arte di Milano, alla presenza del rettore Nicola Sartor, dal presidente della Triennale di Milano Claudio De Albertis, dal direttore generale per l’Arte e l’Architettura contemporanee e le Periferie Urbane del Mibact Federica Galloni, dal presidente di Made Expo Andrea Negri e dal curatore Triennale Architettura Alberto Ferlenga.

Il riconoscimento è promosso dalla Triennale di Milano in collaborazione con il Mibact, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con Made Expo.

«Siamo onorati – spiega il rettore Nicola Sartor – del prestigioso riconoscimento che la Triennale di Milano ha assegnato al progetto di restauro e riconversione della Provianda a sede universitaria. L’intervento di recupero che l’ateneo ha disposto in larga misura con mezzi propri, ha trasformato un luogo chiuso, fortificato e controllato, finalizzato al sostentamento in guerra, in un edificio utilizzato per fini pacifici, aperto all’incontro e allo scambio nel rispetto della libertà di studio e di movimento in questa zona storica di Veronetta che, con i suoi bastioni e le sue mura, è stata per anni preclusa – dapprima dagli austriaci, quindi dall’esercito italiano e infine anche dai militari statunitensi – ai cittadini, tanto da essere a molti di loro ignota. Siamo certi che ora diventerà un luogo famigliare del paesaggio culturale e sociale di Veronetta».