Una fascia contro la violenza sulle donne: l’idea dell’US Avesa
Una fascia contro la violenza sulle donne. Sui canali social dell’US Avesa è comparsa una fascia da capitano con tanti nomi di donna, per ricordare Chiara Ugolini e tutte le donne che ogni giorno subiscono violenze e molestie.
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Davide Cacciatori, dell’US Avesa, la mente da cui è partita l’idea ha raccontato ai nostri microfoni la genesi dell’iniziativa: «L’idea è nata in seguito alla tragica storia di Calmasino. Sono da sempre solidale nei confronti della causa. Pochi giorni fa ho visto che Luca Pizzini, capitano del Calmasino, si era fatto realizzare una fascia rosa con la scritta “Chiara”. Questa idea, unita al legame di parentela di un mio compagno di squadra con Chiara, ci ha portati a pensare a una fascetta con tanti nomi di donne. Tanti nomi, perché la nostra iniziativa non si ferma soltanto alla tragedia di Calmasino. Non è solo Chiara, sono tante le donne che ogni giorno subiscono violenze, di qualsiasi tipo. Prima del femminicidio c’è il ragazzo che sminuisce la propria compagna, c’è l’anziana signora che viene scippata, c’è la signora derisa per il suo aspetto fisico. Noi vogliamo empatizzare con tutte le donne che si sono ritrovate in queste situazioni».
L’idea di una singola persona si è poi sparsa a macchia d’olio tramite il passaparola, come racconta Cacciatori: «Inizialmente era un’idea che pensavo sarebbe rimasta soltanto nella mia squadra. Per pura coincidenza, quando stavo pensando a come concretizzare quest’idea mi ha chiamato un amico e calciatore, Matteo Lucenti, e raccontandogli dell’iniziativa ha voluto aderire e mi ha aiutato a spargere la voce».
Sul lato concreto è intervenuto poi Brugnoli Sport, negozio di San Pietro in Cariano. «Brugnoli Sport si è reso subito disponibile a realizzare questa fascia personalizzata, e siamo già a una quindicina di squadre hanno aderito. Dalla settimana prossima, che inizia il campionato, vogliamo avere più squadre possibili che partecipino. Domani in campo io la indosserò, e voglio continuare a farlo».
«Nel calcio dilettantistico il 60% circa delle persone in tribuna sono donne: la mamma, la fidanzata, le sorelle che vengono a tifare. Il nostro vuole essere un modo per sensibilizzare e fare un piccolo gesto per stare vicino alle donne e far vedere che ci siamo, che siamo con loro e siamo contro a ogni tipo di violenza», conclude Cacciatori.
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