Torneo Challenger a Verona. Giuliano: «Non accadeva da 31 anni»

Il tennis internazionale tornerà a Verona dal 16 al 21 agosto, nella splendida cornice dell'A.T. Verona. Ecco però il commento del giornalista Beppe Giuliano, che considera la competizione non solo come motivo di conferma per gli atleti già affermati, ma anche come un'opportunità per le giovani promesse veronesi.

Dal 16 al 21 di agosto si terrà presso l’Associazione Tennis Verona un torneo internazionale di tennis, gara che sarà inserita nel circuito Challenger ATP e che attirerà a sè giocatori dal 100esimo al 400esimo posto del ranking mondiale.

Dopo oltre 31 anni viene organizzata nella città scaligera una competizione sportiva di questo calibro, e a descrivere questo enorme traguardo è il giornalista Beppe Giuliano, che ai microfoni di Buongiorno Verona Live ha affermato: «Mentre io sono solo un comunicatore, ci tengo a precisare che gli organizzatori del torneo sono altri, e sto parlando di Carlo Piccoli e Viktor Galovic, un giocatore croato vincitore della Coppa Davis, che però è ormai veronese da 8 anni. Da 31 anni mancava un torneo ATP a Verona, l’ultima volta si era tenuto allo Sporting Club Mondadori, e ci tengo a ricordare che il vincitore di quella edizione pochi mesi dopo avrebbe vinto il torneo di Wimbledon, e quindi è evidente l’importanza di queste gare se si vuole entrare nel gioco dei primi cento del mondo».

LEGGI LE ULTIME NOTIZIE DI SPORT

«Il torneo – prosegue Giuliano – prevede l’iscrizione di 32 giocatori per quanto riguarda il singolare e di altrettanti 32 per il doppio. Si svolgerà dal 16 al 21 di agosto, ma dal 15 al 16 sono previste le qualificazioni, che offriranno una possibilità ad alcuni giovani tennisti veronesi di poter concorrere in un torneo ATP: verranno quindi rilasciate delle wild card per i giovani talenti che vogliono percorrere la strada del professionismo».

Di certo non si può dire sia un brutto momento per il tennis italiano, che può vantare di molti giovani che promettono molto bene, basti pensare a Sinner, Musetti e al top ten Berrettini. Tra emergenze sanitarie e restrizioni sempre più invasive, negli ultimi anni infatti il tennis è stata probabilmente la disciplina che si è fermata meno, essendo uno sport individuale e praticabile all’aria aperta.

Non è dunque casuale una fioritura di talenti così variegata, a cui infatti Giuliano fa cenno: «Non ci sono mai stati così tanti giocatori italiani tra i primi cento al mondo come in questo periodo: in Italia si contano oggi circa 2 milioni di atleti, e quindi se in passato il tennis professionistico italiano attingeva da un serbatoio piccolo, oggi non è così. Complice anche il fatto che, se sport come il basket o il calcio si sono fermati per ben due stagioni, lasciando così a casa moltissimi giovani, il tennis ha questa fortuna: si gioca da soli, all’aperto in spazi ampi e non c’è contatto fisico. Per questo motivo quindi anche in piena emergenza sanitaria il tennis è stata tra le discipline che hanno sofferto di meno».

Ricevi il Daily

VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?

È GRATUITO! CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM