NBV Verona torna a casa sconfitta da Modena

Niente da fare per i veronesi che ieri, contro Leo Shoes Modena, ha dovuto portare a casa una sconfitta per 3-1. Prossimo appuntamento giovedì contro l'Allianz.

Foto dal sito www.nbv-verona.it

Una gran partenza non basta a Verona che cede il passo a Modena per 3-1 tra le mura del PalaPanini. Dopo l’ampio successo nel primo set, i gialloblù sbagliano troppo nei momenti clou della partita e Modena affonda il colpo.

Poco tempo per rifiatare perchè giovedì Verona sarà di nuovo in campo in trasferta, a Milano, per affrontare l’Allianz nella gara valida per la 6a dei Playoff Challenge.

Nel 1^ set NBV Verona scende in campo con Jensen, al palleggio Spirito, poi Aguenier-Zingel coppia centrale e Kaziyski-Magalini in banda e Bonami libero. Partenza in salita per i gialloblù che si trovano subito a rincorrere complice un gran turno al servizio di Rinaldi che mette a segno anche un ace. Ma reazione di Verona è poderosa: l’attacco ingrana e Kaziyski infila 2 ace che consegnano alla formazione scaligera pareggio e sorpasso quando siamo sul 8-9. Si gioca punto a punto, ma è ancora un gran turno dai 9 metri dei capitano gialloblù che dà il là alla fuga di Verona che ora conduce a +3. I ragazzi di Stoytchev sembrano inarrestabili e chiudono il set sul 19-25.

Inizio del 2^ set equilibrato con Modena che spinge forte dalle mani di Petric e Verona che risponde a tono con Jensen. Buchegger pesca un mani out su Kaziyski e cerca la fuga per i suoi, ma gli ospiti serrano i ranghi in difesa e a muro e centrano il sorpasso, quando siamo sul 16-19. Un paio di errori di troppo favoriscono il recupero di Modena che riporta tutto in parità sul 22-22. Finale di set infuocato che alla fine però sorride ai padroni di casa: il punto del set arriva con una gran primo tempo di Mazzone che mette a terra il pallone del definitivo 25-23.

Partenza in equilibrio per il 3^ set sul momentaneo 8-8 con un Aguenier in grande spolvero che fa il buono e cattivo tempo per Verona sottorete. Kaziyski mette a segno una pipe micidiale, ma Mazzone risponde subito con un gran turno dai 9 metri mantenendo in corsa sul parziale di 17-17.  Asparuhov, subentrato a Magalini, dà nuova verve all’offensiva veronese, ma l’equilibrio non accenna a sbloccarsi. Si gioca punto a punto, ma è Modena a portarsi avanti con i colpi di Petric e Buchegger, ma Verona non demorde e annulla il primo set point con una gran murata di Zingel, che però non basta: l’errore di Asparuhov in attacco è decisivo e il set si chiude sul 25-23.

Ancora una volta è stallo nella prima parte del 4^ set, ma è Modena a lanciare la prima offensiva sul tabellone grazie soprattutto ai colpi di un ispiratissimo Rinaldi e all’onnipresente Grebennikov. Verona torna sulle sue e recupera terreno con due monster block di Zanotti al centro della rete e riconquista la parità sul parziale di 15-15. Qualche errore di troppo in fase d’impostazione penalizza gli scaligeri e Modena si riporta avanti a +3 con i colpi di Rinaldi e Buchegger serviti magistralmente da Christenson. Gli uomini di Stoytchev lanciano un’ultima offensiva per riagganciare gli emiliani, ma l’attacco out di Jensen consegna set e partita ai padroni di casa sul definitivo 25-21.

«La partita è iniziata a dir poco bene per noi, siamo andati subito in vantaggio e di slancio abbiamo chiuso portandoci a casa il set. – dice Giulio Magalini – Nel secondo abbiamo subito troppo in ricezione e siamo stati troppo inconsistenti in attacco. Nei parziali successivi credo ci sia mancata la cattiveria che invece abbiamo tirato fuori con Ravenna e Padova. Milano? Sicuramente dovremo tornare in palestra e lavorare duramente in tutte le fasi, ma soprattutto in difesa e contrattacco, Conosciamo bene l’avversario: sono molto forti specialmente in attacco e sono davvero tanti i giocatori che dovremo tenere d’occhio. Come vivo questo periodo personalmente? É un sogno per me poter giocare con continuità e sono felice di vedere anche una crescita. Il mio unico obiettivo è dimostrare sulla carta di meritare un posto in campo, perchè questa è l’unica cosa che conta».