Internazionali di tennis. Il ct Rianna: «Bisogna puntare sul movimento»
Agli Internazionali di Verona che si stanno svolgendo in questi giorni sui campi di via Galliano è presente anche il tecnico della FIT, la Federazione Italiana Tennis, Umberto Rianna, proprio per seguire i giovani talenti in gara e i nuovi prospetti che qui hanno debuttato.
Rianna ha il compito di aiutare le giovani promesse del nostro tennis – da Berrettini a Sinner, a Sonego, a Giulio Zeppieri (che ieri qui a Verona ha passato il primo turno del tabellone battendo in rimonta 1-6, 7-5, 6-2 l’ucraino Vitaly Sachko ) – accompagnandole nel delicato passaggio dall’ attività juniores al professionismo. Un progetto “over-18” che è uno degli “ingredienti” del momento eccezionale dei nostri atleti.
«Questo affacciarsi al professionismo – spiega il tecnico federale – è il momento più delicato per un ragazzo che inizia a confrontarsi con giocatori più maturi, più evoluti, già temprati agli scontri importanti, fisicamente più strutturati. Quindi i ragazzi debbono implementare tutte le loro caratteristiche: debbono diventare molto più forti di prima dal punto di vista mentale, dal punto di vista fisico, debbono prepararsi a lottare contro nuove avversità, e debbono “tirare fuori” tanta determinazione e tanta ambizione».
I giovani qui a Verona? «Più che sui singoli oggi bisogna puntare sul movimento, fare in modo che ci siano più giovani pronti a volere il massimo. Proprio per questo non dobbiamo sperperare questo momento magico del tennis italiano e mettere ulteriori risorse a disposizione di questi ragazzi. Ripeto, bisogna continuare ad investire per non disperdere questo grande patrimonio e continuare ad offrire ai giovani opportunità per mettersi alla prova. Come è stato fatto qui con gli Internazionali di Verona che non soltanto hanno riportato in questa città un torneo di grande rilevanza, ma che hanno anche dimostrato come questa piazza meriti il grande tennis per capacità e fascino della location».
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