Il nuoto sincronizzato spiegato bene

Giorgia Peroni
Giorgia Peroni

Oggi parliamo di sport e di nuoto sincronizzato e artistico con Giorgia Peroni, allenatrice e coordinatrice della CSS nuoto artistico. Peroni racconta com’è nato il suo grande amore per questo sport.

Il nuoto sincronizzato è uno sport molto particolare, bello e affascinante da vedere. Ora tu sei un’allenatrice, ma anche tu ovviamente hai dato il tuo nel nuoto sincronizzato. Quando ha iniziato e soprattutto come ha scoperto questo sport?

Io ho iniziato a cinque anni, quindi ero davvero molto piccola. Facevo già le corse di nuoto in una piscina a Mestre in concomitanza con i corsi di ginnastica artistica e di danza. L’allora direttore sportivo di quella piscina mi aveva chiesto se volessi provare il nuoto sincronizzato. Da lì mi sono innamorata di questo sport, un amore che ormai dura da tantissimi anni.

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Anche se poi c’è stato un piccolo cambio di prospettiva, ma in realtà neanche tanto, perché sei sempre rimasta nel tuo elemento…

Dopo dieci anni, per motivi personali, ho deciso di cambiare completamente e passare alla pallanuoto. Quindi ho fatto nuoto sincronizzato dai cinque ai 15 anni e poi ho detto basta, voglio cambiare. Sono però rimasta sempre nell’acqua, l’elemento in cui mi sento a mio agio.

Quando hai iniziato poi ad allenare?

Ho iniziato ad allenare quando avevo vent’anni, ovvero dieci anni fa, i piccolini della pallanuoto maschile. Successivamente ho riallacciato i rapporti con quella che era la mia vecchia società di nuoto sincronizzato, la quale mi ha chiesto di provare a fare l’allenatrice. È iniziato così il mio percorso con il nuoto sincronizzato.

Come si diventa invece atleti di nuoto sincronizzato?

Sicuramente ci vuole tantissima dedizione e passione per questo sport e per l’acqua. Il nuoto sincronizzato ha elementi sia del nuoto che della ginnastica artistica e anche della danza classica e moderna. Bisogna quindi avere una vena un po’ artistica e la voglia di esprimere le proprie emozioni muovendosi sulla musica.

Si vedono sempre donne che si dedicano a questo sport, ma in realtà ci sono anche uomini che lo fanno. Giusto?

Assolutamente sì. Soprattutto nelle realtà un po’ più di città si vedono solamente le ragazzine e le bambine femmine. Però c’è da ricordare che a livello nazionale noi abbiamo degli ottimi atleti, primo fra tutti Giorgio Minisini, che ha vinto l’oro ai mondiali. È che rimane comunque uno sport un po’ visto per il genere femminile, un po’ come succede con la danza classica. È uno sbaglio che si fa. Un pregiudizio che si ha che però noi stiamo cercando di combattere con tutte le nostre forze.

Tra l’altro, appunto, la CSS ha le porte aperte per entrambi i generi?

Assolutamente sì. Noi abbiamo avuto bambini che sono venuti a provare però poi, un po’ con gli impegni dei genitori che non riuscivano a coincidere con gli allenamenti che facevano, hanno dovuto mettere da parte questo sogno nel cassetto.

Le ragazze che alleni tu invece sono di una fascia d’età che va dai sette fino ai 22 anni. Come gestisci le bambine più piccole?

In realtà le bambine ascoltano tutto e anche noi. Quindi sicuramente con loro si instaura un rapporto di completa fiducia. Se loro hanno fiducia nell’allenatore, loro possono essere le mie collaboratrici. Hanno completa fiducia in noi a tal punto che ci vengono anche a parlare dei loro piccoli problemi o ci raccontano che cosa hanno fatto a scuola.

Allora nel nostro futuro io spero vivamente che il settore cresca sempre di più, perché da appassionata, prima che allenatrice. Più ragazzi, più ragazze fanno questo sport, più noi siamo contenti, quello sicuramente. Noi comunque contiamo di aiutare le nostre ragazze, i nostri ragazzi, a formarsi come persone, prima di tutto a essere consapevoli delle proprie capacità. Non soprattutto quelle fisiche, che comunque possono venire, ma quelle di persone che non formiamo.

Adesso a che punto siete della stagione?

Allora noi adesso siamo in dirittura di arrivo con le più grandi. Abbiamo fatto l’ultima gara e le più piccoline stanno aspettando per finire loro le loro gare con il 26 di giugno, quindi siamo veramente in dirittura d’arrivo.

Però state macinando veramente tanti, tanti successi. E soprattutto abbiamo visto anche il 6º Trofeo Verona Sincro. Insomma, è stata una bella soddisfazione per voi.

Assolutamente sì, si sono iscritte più di 250 atlete. È stata veramente una bella manifestazione da quel punto di vista, anche a livello di risultati. Le medaglie sono infatti arrivate proprio a pioggia, quasi tutte sono riuscite ad avere la loro medaglia. Quindi è stata una grossa soddisfazione sia per le atlete che per la società stessa.

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