I pongisti veronesi Brunelli e Falco a un passo dalle Paralimpiadi di Tokyo

Gli atleti di tennis tavolo, che si sono allenati con gli altri atleti paralimpici al Palamasprone, sono ottava e settimo nel ranking mondiale, e quindi virtualmente qualificati. I risultati ufficiali attesi per il 31 marzo. Per Brunelli sarebbe la quarta Olimpiade, per Falco la prima: «Speriamo che non venga annullata».

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A un passo dalle Olimpiadi, con la speranza che si facciano. I pongisti veronesi Michela Brunelli e Federico Falco hanno in tasca virtualmente il biglietto per le Paralimpiadi di Tokyo, che si svolgeranno dal 25 agosto al 6 settembre, grazie ai fantastici risultati della stagione. Virtualmente perché i nomi, ufficialmente, si sapranno solo il 31 marzo. Per Falco il lasciapassare è giunto nell’ultima gara che si è svolta in Spagna, al Costa Brava Spanish Para Open una decina di giorni fa, con la medaglia d’oro conquistata in classe 1. Per Michela Brunelli il balzo è avvenuto con l’argento conquistato in classe 3 agli Europei di Helsingborg in Svezia, l’autunno scorso. Insieme ai due veronesi hanno già staccato il biglietto per Tokyo la friulana Giada Rossi, l’italo-tunisino Ahmine Kalem e il padovano Andrea Borgato, che pure si sono allenati al Palamasprone insieme ad altri cinque atleti paralimpici.

«Il processo di qualificazione non si è ancora concluso, perché il 10 maggio c’è in programma una prova mondiale di qualificazione in Slovenia, che però al momento sembra sospesa. Al momento possiamo ritenere virtualmente qualificati i cinque atleti – spiega il direttore tecnico della Nazionale di tennis tavolo Alessandro Arcigli, che è affiancato dall’allenatore Donato Gallo e dagli sparring Massimo Pischiutti e Vladimir Sorbalo –, Il lavoro svolto al Palamasprone di Verona è stato ottimale. Peccato che, causa l’emergenza coronavirus, sia stato chiuso e gli allenamenti sospesi. Speriamo che presto si torni alla normalità per prepararci al meglio in vista di Tokyo».

Una speranza condivisa da Elisa Gobbetti, fisioterapista della scuola di osteopatia Eom Italia di Mozzecane, che da oltre un anno segue gli atleti tre volte alla settimana con un lavoro di trattamento dei muscoli e delle articolazioni: «È stato un lavoro molto proficuo. Soprattutto alle articolazioni superiori come collo e spalle, ma anche agli arti inferiori per garantire una buona mobilità – dice -. Abbiamo lavorato molto sul rinforzo del tricipite, che può aiutare anche nella precisione del tiro, ma su ogni atleta è stato svolto un lavoro personalizzato, in base alle specifiche necessità. Ora aspettiamo che finisca l’emergenza per riprendere. Anche perché ci sono atleti che attualmente non sono qualificati, come i veronesi Alessandro Giardini e Federico Crosara, che potrebbero ancora giocarsi la chance del biglietto per Tokyo».

Per Michela Brunelli di Bussolengo quella di Tokyo potrebbe essere l’incoronazione a regina italiana delle Olimpiadi, essendo la sua quarta qualificazione. La prima, nel 2008 a Pechino, fu coronata da una fantastica medaglia d’argento a squadre. Poi sono arrivate le partecipazioni a Londra e Rio. Nel suo palmarès vanta un oro a squadre ai Mondiali, oltre a due argenti e un bronzo sempre a squadre. Agli Europei dell’autunno scorso ha portato a casa un argento in singolare e un oro, tre argenti e due bronzi, a squadre, in altre edizioni.

«Sono contentissima della mia stagione – racconta -. Con la preparazione abbiamo lavorato benissimo sia a Verona che al centro federale di Lignano e i risultati si sono visti sul campo. Arcigli, in otto anni, ha rivoluzionato il team e ci ha portato ad altissimi livelli. Con Eom abbiamo fatto un grande lavoro sulle articolazioni. Io ho fatto un Europeo bellissimo, con un argento conquistato in una classe difficilissima, la terza, dove le concorrenti sono le asiatiche, che sono molto toste. Poi, nell’ultima prova in Polonia, ho fatto parecchi punti e sono salita all’8° posto nel ranking mondiale, che mi darebbe la qualifica. Ma staremo a vedere, perché ora è tutto incerto. Quello che dispiace è che dal 1° marzo sono ferma e non posso allenarmi. Noi restiamo a casa, anche perché abbiamo poca capacità polmonare e il rischio di ammalarci è alto. Speriamo che tutti lo facciano e si torni presto alla normalità».

Federico Falco, che abita a Verona, classe di disabilità 1, vanta un oro ai Mondiali e un argento e due bronzi agli Europei. Quella di Tokyo sarebbe la sua prima Olimpiade: «Grazie ai punti conquistati in Spagna sono 7° nel ranking – spiega -. Se la classifica viene confermata, sono dentro. Sarei felicissimo: mi ero posto l’obiettivo di qualificarmi alle Olimpiadi e l’ho raggiunto. Sarebbe un peccato non poterci andare per cause di forza maggiore. Sono quattro anni che ci alleniamo per questo, spero che il nostro sforzo stia ripagato. Io comunque continuo a crederci: sto proseguendo con la preparazione atletica a casa e spero al più presto di riprendere con gli allenamenti in team e con il prezioso lavoro con la fisioterapista Elisa Gobbetti di Eom Italia».