Filippo Strada, il figlio d’arte, artista del gol

Nel segno del padre. Filippo Strada è il nuovo motore dei sogni in casa Villafranca. Figlio di Pietro Strada, ex professionista con oltre quattrocento presenze all’attivo tra i professionisti, il giovane classe 1997 ha avuto un impatto eccezionale nell’economia del gioco bluamaranto, tanto da aver siglato ben tre reti nelle prime quattro gare disputate. Proprio…

Nel segno del padre. Filippo Strada è il nuovo motore dei sogni in casa Villafranca. Figlio di Pietro Strada, ex professionista con oltre quattrocento presenze all’attivo tra i professionisti, il giovane classe 1997 ha avuto un impatto eccezionale nell’economia del gioco bluamaranto, tanto da aver siglato ben tre reti nelle prime quattro gare disputate.

Proprio la scorsa domenica la giovane punta bresciana ha scolpito a referto una splendida doppietta, insufficiente però a spingere il suo «Villa» alla vittoria nel derby con l’Ambrosiana, terminato col punteggio di 4-2 proprio in favore dei «Diavoli della Valpolicella». Un finale avverso che però non riga la straordinaria performance posta in essere dal nuovo acquisto bluamaranto: con una freccia del genere nella propria faretra, il bersaglio della salvezza all’ombra del Castello sembra un po’ più vicino.

«Sono chiaramente contento di questo inizio – spiega Filippo – ma dobbiamo rimboccarci le maniche e continuare a lavorare duro per rianimare in fretta la nostra classifica. Le sensazioni dopo queste settimane di lavoro? Sono entusiasta di essermi rimesso in gioco in una piazza ed in un gruppo così importante. In estate dopo le Universiadi coltivavo l’ambizione di confrontarmi con il campionato di Lega Pro, ma il destino alla fine ha voluto che arrivasse il Villafranca. Ora voglio solo dare il massimo per ripagare la fiducia che la società ha riposto nei miei confronti».

Filippo Strada con la maglia della Nazionale alle Universiadi di Napoli

La trentesima edizione delle Universiadi, manifestazione sportiva multidisciplinare svoltasi quest’estate a Napoli, per Strada ha rappresentato infatti una «sliding door» dirimente. «È stata un’esperienza indimenticabile – prosegue – a livello umano e sportivo confrontarti con squadre provenienti da tutto il mondo è davvero una qualcosa di impagabile. C’è un po’ di rammarico per aver centrato “solo” il terzo posto, ma avendo una visione d’insieme abbiamo posto in essere un cammino incredibile. Personalmente poi non posso che ritenermi soddisfatto: ho segnato due reti con la maglia azzurra, di cui una al 95’ nel quarto di finale a Benevento contro la Francia. Ironia della sorte ha voluto che quel gol su punizione lo abbia segnato il 9 luglio, data in cui proprio contro la nazionale francese vincemmo il Mondiale nel 2006. Ho vissuto delle emozioni indescrivibili».

Il paragone con papà Pietro rappresenta infine uno stimolo e non una spada di Damocle. «Ho un bellissimo rapporto con mio padre – conclude Strada – mi dà sempre dei preziosi consigli e quando riesce mi segue la domenica. Sono orgoglioso di avere questo cognome e spero in futuro di poter ripercorrere le sue orme. Dove vedo il mio futuro? Mi piacerebbe ritornare nel professionismo, un sogno che però passa indubbiamente da questi mesi a Villafranca. Voglio rilanciarmi, portando in alto questi colori». 

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