Daniele Lavia operato a Verona, tra le polemiche del club con la Federazione
di Matteo Scolari
Sono passati alcuni giorni dal grave infortunio che ha colpito Daniele Lavia, schiacciatore della Nazionale italiana di volley e dell’Itas Trentino, durante il ritiro azzurro a Verona. La dinamica, ricostruita con maggiore chiarezza in queste ore, resta a dir poco incredibile: durante una seduta in palestra, un peso da 15 chili è caduto sulla sua mano destra, frantumando il quarto e il quinto dito.
Lavia è stato immediatamente trasportato all’ospedale Borgo Trento di Verona, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico di oltre tre ore. L’operazione ha permesso di ricomporre la frattura pluriframmentaria e di intervenire su nervi e tendini lesionati. Le prime valutazioni parlano di tempi di recupero molto lunghi, tali da impedirgli di partecipare ai Mondiali nelle Filippine (12-28 settembre 2025) e di scendere in campo per buona parte della prossima stagione di Superlega e Champions League con Trento.
Il general manager dell’Itas Trentino, Bruno Da Re, ha raccontato al T Trentino la dinamica dell’incidente e le reazioni dei compagni: «È stata una scena assurda: un ragazzo di due metri che cade da un plinto e un peso che gli piomba sulla mano. Le dita erano maciullate, i presenti erano terrorizzati. È andata persino meglio di quanto si temeva».
Alle preoccupazioni per la salute del giocatore si è aggiunta la polemica della società nei confronti della Fipav. «Lavia quell’esercizio non doveva farlo, non in quel momento e non in quelle condizioni – ha accusato Da Re –. Inoltre non c’è stata alcuna copertura assicurativa, e questo aumenta la nostra amarezza».
Lavia, classe 1999, è uno dei protagonisti della pallavolo italiana: campione d’Italia con Trento e punto fermo della Nazionale di Fefè De Giorgi, era atteso ai Mondiali come uno degli uomini simbolo. Il suo stop lascia un vuoto tecnico e simbolico sia in azzurro che nel club.
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