Clivense, Pellissier: «Uniti nelle difficoltà: come una famiglia»

Sergio Pellissier, presidente della società, ha commentato il campionato che sta giocando la Clivense, tra sfide, difficoltà, ma tanta solidarietà.

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Il presidente Sergio Pellissier ha fatto il punto della situazione in casa Clivense, alla luce dei primi risultati.

Che campionato è la Serie D?

La D è un campionato complicato, dove incontri squadre molto agguerrite, esperte, che piuttosto che al bel gioco guardano ai punti, come ho sempre detto che sia giusto. Serve quindi un po’ di tempo per imparare a capirlo.

Le defezioni della rosa avute in questo inizio stanno rallentando il progetto di crescita?

Diciamo che non ci stanno aiutando, non è un periodo fortunato sia in termini di risultati che di infortuni, abbiamo perso quasi per tutto l’anno il nostro capitano Dall’Ara alla prima partita ufficiale, abbiamo perso più di un giocatore per più partite per varie situazioni, siamo un po’ in difficoltà nel reparto difensivo, dove pensavamo di essere in tanti invece ci siamo ritrovati in pochi. Poi se non arrivano i risultati anche mentalmente rischi di non fare quello che vorresti fare.

Come la stanno vivendo i ragazzi?

Non bene, tutti si aspettavano di fare qualcosa di importante come è successo negli altri due anni precedenti. Tanti giocatori sono stati presi per un obiettivo principale che era quello di vincere, si rendono conto anche loro che sono in difficoltà e non riescono a dare quello che avrebbero voluto. Sentiamo i rumors sui social e dal campo quando purtroppo i risultati non arrivano, malgrado comunque l’impegno ci sia e al primo errore veniamo puniti, malgrado non riusciamo a portare a casa il risultato per tutto quello che facciamo in campo. Sicuramente tutto questo non aiuta a dare tranquillità ad un gruppo importante e nuovo, che deve sicuramente riuscire a ritrovarsi come squadra per affrontare le difficoltà che ci sono adesso.

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Sono uscite delle indiscrezioni secondo cui la panchina di mister Allegretti sarebbe a rischio.

Sono convinto che quando abbiamo creato la società, l’abbiamo fatto perché volevamo creare una famiglia, volevamo creare un ambiente sano, che ha rispetto delle persone e che è riconoscente verso di loro. Credo che dal primo minuto che è arrivato mister Allegretti si sia impegnato per ottenere il massimo, per raggiungere i nostri obiettivi, che ha raggiunto in due anni, vincendo quello che c’era da vincere. Indubbiamente è in difficoltà come lo è tutta la squadra e tutta la società.

Bisogna cambiare gli obiettivi che hanno la maggior parte delle società e dare fiducia alle persone che hanno creduto in questo progetto fin dall’inizio. Il mister lo ha fatto, è assolutamente cosciente che i risultati nel mondo del calcio sono fondamentali, che in questo momento non stiamo facendo benissimo, da lui, dalla squadra e da tutta la società. Ci aspettiamo molto di più da tutti. Sa che purtroppo questo è il mondo e che prima o poi se continuano a non arrivare i risultati, può esserci anche questa scelta. Ma noi crediamo in lui, sappiamo che ci sono dei momenti di difficoltà, non abbiamo mai abbandonato nessuno e mai abbandoneremo qualcuno, perché vogliamo che questo progetto sia qualcosa di diverso, una società diversa dalle altre, dove il rispetto e la riconoscenza viene prima anche dei risultati.

Così facendo sono convinto che la squadra riprenderà il suo corso e sicuramente, come successo gli altri anni, riuscirà a ritornare a dare soddisfazioni ai nostri tifosi. Difenderò sempre a spada tratta il mio mister, i miei giocatori, la società. Bisticcerò con chiunque la pensi diversamente, perché questo è stato il mio carattere anche quando giocavo e lo sarà sempre. Vogliamo lavorare, dargli ancora la possibilità per uscire da questo momento di difficoltà uniti più che mai, e questo mi piacerebbe che lo capissero anche i tifosi. È questo che fa una famiglia, nelle difficoltà ci si unisce ancora di più per riuscire a superarle il prima possibile. E ci auguriamo che lo sia già da domenica.

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