Chievo: questa sera derby con il Vicenza al Bentegodi

I gialloblù arrivano al match forti della bella vittoria con il Pordenone. Aglietti: «il Vicenza è una delle squadre più in forma del momento. Sarà un derby diverso rispetto all'andata»

Questa sera alle 19:00 riflettori accesi sul derby di serie B Chievo – Vicenza. La gara di andata, giocata poco più di un mese fa, finì 1-1. Al Bentegodi arrivano due squadre cariche e forti degli ultimi risultati positivi: si preannuncia una partita intensa, una vera battaglia.
Ulteriore motivo d’interesse è il ritorno di Mimmo di Carlo a Verona, contro il suo lungo passato da clivense. Mister Aglietti affronterà la sfida con il suo fidatissimo 4-4-2, per cercare di agganciare il quarto posto in classifica.

Parla Mister Aglietti

«Il Vicenza è una delle squadre che sta meglio in questo momento, sta facendo ottimi risultati accompagnati da ottime prestazioni. Sarà un bel derby, una partita difficile. Loro hanno un organico di valore, che secondo me può ambire a qualcosa di più e lo stanno dimostrando adesso. Sarà una partita stimolante, dovremo essere lucidi, concentrati, vogliosi di portare a casa il risultato come abbiamo fatto con il Pordenone».

«All’andata non è stato facile giocare perché il campo era quasi ghiacciato. Loro soprattutto nel primo tempo ci hanno aspettato, ma ogni partita fa storia a sé, avevano anche calciatori diversi. Ora hanno recuperato alcuni giocatori, sono passati solo 45 giorni però è chiaro che sarà una partita diversa».

Sulla vittoria col Pordenone

«È chiaro che le vittorie curano tutti i mali. Io sono sempre sostenitore del “meglio uno stop con una buona prestazione rispetto a una vittoria con una brutta prestazione”, perché poi i calciatori si rendono conto quando meriti di più, quando costruisci gioco. La vittoria con il Pordenone è stata una vittoria difficile, per come è venuta, perché venivamo da tre sconfitte in cui noi potevamo sicuramente raccogliere qualcosa in più. Le prestazioni ci sono sempre state e devono continuare a esserci, fino alla fine.

Sul periodo alla guida del Chievo

«Ciò che mi rende più orgoglioso è il fatto di aver dato un’identità, una filosofia ben precisa alla squadra. La mia è sempre stata un’impronta finalizzata al gioco, a cercare di comandare le partite. Avere una mentalità propositiva, offensiva: credo che grazie al lavoro di tutti questo concetto sia passato.
Quello che mi piacerebbe vedere è un po’ di verticalità in più. Dobbiamo migliorare li, nell’andare a cercare gli esterni tra le linee o le giocate per le punte».

Sull’assenza del pubblico

«L’assenza del pubblico è senz’altro la nota dolente di questo anno in cui abbiamo fatto giocato solo tre-quattro partite con i mille spettatori. Anche adesso i tifosi sarebbero importanti per spingere la squadra verso un’impresa, perché di questo si tratterebbe. Il pubblico manca, l’abbiamo sempre detto e adesso siamo arrivati a un anno di chiusura degli stadi. Mi auguro che in qualche maniera si possa ripartire presto, negli stadi così come nei teatri, nei cinema, dappertutto».

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