Veronica Marchi: «La musica? La mia prima, grande conquista»

La cantautrice veronese Veronica Marchi è intervenuta su Radio Adige Tv per parlare di musica: della sua carriera e del progetto di Maieutica Dischi partito nel marzo 2020 e dedicato alle donne.

Oggi, in linea con la settimana che Radio Adige Tv dedica alla donna, abbiamo parlato di musica in chiave femminile con alcune cantautrici veronesi. Al centro del discorso: le difficoltà che sta affrontando il mondo della musica e del live, ma anche le opportunità e le soddisfazioni che sa regalare. A parlarcene è stata Veronica Marchi, cantautrice veronese e co-fondatrice di Maieutica Dischi.

Veronica, direi di partire dal principio parlando un po’ di quella che è la tua carriera. Tu sei in attività da quasi trent’anni e, diciamolo, hai iniziato da bambina e hai vinto il tuo primo premio a soli 9 anni. Da lì hai proseguito sulla tua strada: ci parli brevemente delle tue conquiste musicali?

«La mia prima conquista è stata incontrare la musica: è la cosa più importante della mia esistenza. A 9 anni ho iniziato a scrivere canzoni e da lì non mi sono più fermata. Ho pubblicato quattro dischi, ho fatto molti festival, ho collaborato con artisti importanti. Le tappe più importanti sono stati questi incontri e quello che ho imparato dal palcoscenico e in studio di registrazione».

Nel 2016 poi hai partecipato alla decima edizione di X-Factor, cosa ti ha lasciato quell’esperienza?

«La cosa più importante di questa esperienza è stata la ragione per cui ci sono andata: uscire dalla zona di comfort, dall’essere una cantautrice molto pura e legata ai contenuti all’andare in televisione. Mi ha insegnato ad essere me stessa in un posto bizzarro. Ho fatto anche un sacco di amicizie fondamentali per il mio lavoro».

A marzo del 2020, quando la pandemia era appena scoppiata, hai deciso insieme ad Alessandro Scardino di fondare l’etichetta Maieutica Dischi, che vuole soprattutto produrre e sostenere la musica femminile. Da dove arriva questa idea?

«Io in realtà non avevo mai pensato, fino all’anno scorso, di fondare un’etichetta. Ho sempre cercato di portare la mia musica altrove, ma un giorno mi sono svegliata pensando che potesse essere una buona idea creare un ecosistema femminile anche per dare sfogo alla mia parte di produttrice, che è una qualità che sento di avere, per tirare fuori il meglio delle persone che ho di fronte. Anche il nome “Maieutica”, viene dal pensiero socratico di “far partorire delle idee dalle persone”. È un posto per le donne, ma un domani vorrebbe che diventasse un posto dove ci si possa esprimere su vari fronti e non solo musicali».

Come sta procedendo il progetto ora a praticamente un anno di distanza dalla sua apertura e al netto della pandemia?

«Ora come ora è un suicidio: l’etichetta funziona da un punto di vista umano e di soddisfazione artistica, perchè le ragazze che abbiamo prodotte sono stupende e ce ne sono sempre di più. La cosa bella è che non si è assolutamente affievolita la voglia e l’esigenza di fare musica. Da qui al domani vedremo come andrà, ma conto di resistere a lungo. L’anno scorso abbiamo pubblicato il primo disco di Valentina Montresor, l’EP di Marta Mason, Elvira Caobelli, Greta Fornasari, Manuela Padoan e tra un mese uscirà un disco di Sara Fattoretto che è una cantautrice che propone jazz in italiano ed è abbastanza inusuale come proposta. Ci sono tante cose diverse e generi diversi».

Adesso, quindi, cosa c’è nel futuro di Veronica?

«Io con il fatto che mi sono dedicata molto agli altri ho accantonato, per un attimo, i miei dischi e la scrittura. Avevo in programma di uscire con un disco, con un libro. Ci sono un po’ di cose legate alla scrittura e alla bellezza dei contenuti, quindi mi auguro di uscire l’anno prossimo con qualcosa».