Ultimo Concerto, l’evento-protesta per salvare i live club
Centotrenta i concerti in streaming da altrettanti live club in tutta Italia programmati ieri sera alle 21, dal progetto Ultimo Concerto. Doveva essere un grande evento gratuito e dedicato a tutti gli artisti, i lavoratori dello spettacolo e il pubblico, che da oltre un anno non ricevono risposte e sostegno da parte dello Stato. Un evento promosso da diverse settimane e che vedeva nomi importanti della musica italiana su tanti live club, dai Subsonica a Diodato, da Brunori Sas a Ligabue.
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In oltre centomila gli utenti che si sono collegati ieri sera alle 21, e che, dopo parecchi problemi tecnici inizialmente legati al server, si sono invece trovati davanti a uno schermo nero. Un flash mob a livello nazionale, per far sentire ancora più forte il silenzio che devono fronteggiare ogni giorno da oltre un anno i lavoratori dello spettacolo.
Riporta il progetto Ultimo Concerto in un messaggio sui social:
«Vi aspettavate di vedere un concerto, invece vi siete trovati davanti a un muro di silenzio. Non vi abbiamo preso in giro. I vostri artisti non vi hanno voluto fare un brutto scherzo. Abbiamo voluto trasmettervi un messaggio. Farvi capire qual è la situazione in cui ci troviamo. Da un anno, siamo obbligati al silenzio e cerchiamo di galleggiare, di preservarci per un futuro che ogni giorno sembra allontanarsi».
«È stato un colpo al cuore per tutti noi avere l’occasione di riaccendere le luci, i microfoni, le casse, anche solo per poche ore. Questa era la nostra vita fino a un anno fa e vogliamo tornare a viverla. Con voi. Per farlo ora più che mai abbiamo bisogno di essere riconosciuti, di essere adeguatamente sostenuti e promossi, desideriamo essere citati come luoghi di cultura, al pari di cinema e teatri, e non scomparire nel silenzio».
Tra i live club che hanno aderito alla protesta pacifica anche il veronese The Factory, che commenta su Facebook: «Abbiamo sempre cercato di dare un esempio incoraggiante e di fiducia, ma non possiamo fingere che tutto vada sempre bene: da un anno ormai siamo ridotti al silenzio, proviamo a navigare verso un futuro migliore,che ogni giorno però sembra allontanarsi. Non c’è meta».
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The Factory riporta anche dei dati annuali in merito alla crisi dei live club nel periodo tra febbraio 2020 e febbraio 2021: «15mila eventi annullati in totale. Nello specifico ogni live club ha accusato (in media): 63mila e 922 euro di spese fisse a fronte di 332mila e 491 euro di mancati introiti. Il 49% degli spazi non sa dire se potrà riprendere la propria attività al termine della pandemia. Questa è la situazione dei Live Club italiani come noi, dopo un anno di chiusura».
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