L’opera pop della “Turandot” esce dai confini veronesi
Turandot Dancing Queen è una rilettura, in chiave moderna, di una delle opere più conosciute del compositore Giacomo Puccini. A parlarcene i direttori Alessandro Fusaro e Marcello Rossi Corradini.
Avete scaldato bene i motori in questi mesi, no?
Alex: Devo dire che il debutto dello scorso settembre ha portato bene, poiché siamo prossimi al primo tour di Turandot Dancing Queen. Sarà una miscellanea di musica, danza e teatro, passando dal rock elettronico addirittura al reggaeton. Ci piace l’idea di poter portare a teatro persone che poi si sentano coinvolte in una continua scoperta della storia e della musicalità.
Marcello: Il tour prevede quattro date. Saremo il 30 aprile al Teatro San Marco a Trento; l’8 maggio saremo poi a Desenzano; 22 maggio al Teatro Sociale di Mantova e infine l’11 giugno al Teatro Astra di Vicenza. Faremo dei bei giretti, quindi. Vogliamo tornare a Verona, poi. Questo tour corona tra l’altro il primo debutto teatrale, con una squadra artistica pressoché confermata in toto. La grande novità sarà una regia nuova di zecca, a cura di Marco Martini, professionista della scena del musical milanese, e la partecipazione di Justine Caenazzo.
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Lo spettacolo in Gran Guardia era stata infatti un’esperienza molto bella, e in sala si percepiva una forte soddisfazione del pubblico. Come pensate di venire accolti, questa volta?
Alex: Io sono molto legato a Trento, che è la città dove mi sono laureato in Popular Music nel 2010. Quindi tornare a Trento e portare un nostro spettacolo che coniuga il linguaggio della musica classica con quello della musica moderna è qualcosa che dà molta soddisfazione, senza dubbio.
Una cosa che mi è rimasta impressa è che sul palco erano tutte persone giovanissime: un messaggio molto importante, questo.
Marcello: Io sono il più vecchio, infatti! (ride, NdR). Scherzi a parte, noi debutteremo in un posto pieno di storia, come il Teatro Sociale di Mantova. Nel 2007 io debuttavo proprio a Mantova con l’Orfeo di Monteverdi, e al Sociale hanno cantato artisti del calibro di Luciano Pavarotti e Mirella Freni. Quando siamo andati io e Alex a fare il sopralluogo, eravamo un po’ intimoriti dall’imponenza di questo luogo e della storia che si cela dietro quest’istituzione, ma siamo pronti per questa sfida.
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È un bel traguardo, infatti. Voi siete soddisfatti?
Marcello: Ogni volta che capita una parola che richiama il testo di Turandot partono le citazioni da parte del cast. Questo significa che il nostro progetto sta crescendo, tra novità e squadra che si allarga. Per noi è un gran bel traguardo.
Alex: È bello infatti proprio vedere il contributo artistico che ognuno porta. Ogni membro del cast si è immedesimato nel personaggio e spesso sono loro a proporre aggiunte e nuove idee. Questo dimostra la grande passione e partecipazione.
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