The Andre a Verona per dare voce a “La Buona Novella” di De André

Domenica 19 giugno, presso il Teatro Filarmonico, Verona ospiterà un eccezionale evento in onore al grande poeta e cantautore genovese Fabrizio De André. Protagonista de “La Buona Novella”, l’ormai noto Alberto Ghezzi, in arte The Andre.

Alberto Ghezzi, in arte The Andre
Foto dalla pagina Facebook di Alberto Ghezzi, in arte The Andre

Domenica 19 giugno, al Teatro Filarmonico, la Gaspari Foundation invita il pubblico veronese ad un eccezionale evento in onore al grande poeta e cantautore genovese Fabrizio De Andrè. Protagonista del tributo sinfonico dal titolo “La Buona Novella”, l’ormai noto Alberto Ghezzi in arte The Andre. Il giovane cantante bergamasco, dall’impressionante somiglianza vocale, aveva tenuto nascosta la propria identità sino allo scorso anno, per poi uscire dall’anonimato e raggiungere apertamente il suo pubblico.

L’iconico concept album “La Buona Novella” della leggenda della canzone d’autore italiana, uscì in rappresentanza delle lotte studentesche che caratterizzarono il 1969. L’artista volle sottolineare l’analogia tra il valore di giustizia perseguito sia dai giovani dell’epoca che dall’interpretazione rivoluzionaria e non canonica dei testi biblici che diede De Andrè.

Due artisti, Fabrizio e Alberto, racchiusi nella stessa tonalità di voce e accomunati dall’amore per la musica d’autore. In The Andre riecheggeranno le note e la poetica del Mito, attraverso le storie dei Vangeli Apocrifi, cantati dal vocalist alla chitarra, con l’accompagnamento della Gaga Symphony Orchestra, a sua volta interprete delle tracce nell’arrangiamento inedito del direttore d’orchestra Simone Tonin.

Biglietti in vendita al Box Office di Via Pallone, con ricavato in beneficenza come è nello spirito della fondazione di Giuseppe Gaspari.

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A parlarci di questo atteso appuntamento musicale è stato il Presidente e Fondatore della Gaspari Foundation, Giuseppe Gaspari.

Cosa ha portato The Andre a calare la sua maschera anche a Verona, o comunque cosa ha spinto la Gaspari Foundation a sceglierlo per questo evento?

L’idea da cui è partito tutto era quella di ampliare lo spettro di pubblico della Gaspari Foundation, che principalmente si occupa di concerti dal repertorio classico. Il quesito fu come si potesse aprire un capitolo sul significato di musica classica. La risposta che ci siamo dati è quella di una musica che rimane e che sopravvive al suo tempo, perché contiene un qualche tipo di messaggio che persiste e viene portato avanti, rimanendo attuale anche se scritta molto tempo fa. In questo senso, ci è parso più che giusto ritenere la produzione di Fabrizio De André come musica classica, dunque non lontano dalle nostre finalità: sta sopravvivendo a lui e sappiamo che continuerà ad essere apprezzata. In più c’è di mezzo un giovane artista, e uno degli scopi della fondazione è quella di sostenere i giovani artisti; inoltre il suo profilo nello specifico ci è apparso molto particolare ed interessante. Già la stampa nazionale si era interessata a lui (The Andre) proprio per questo tipo di voce simile, se non uguale identica come scrivono alcuni a quella di Fabrizio De André. Lui (The Andre), in realtà, ha fatto molta sperimentazione e cose molto originali, anche se forse meno collocabili: lui con lo stile e la timbrica di De André ha ri-arrangiato e fatto cover di artisti che in realtà con quello stile non centrano nulla, diciamo inizialmente è diventato famoso così. Poi quando ha messo mano alla produzione di De André, la cosa è diventata molto interessante perché effettivamente, noi siamo stati a Milano ad ascoltarlo quando ha fatto la prima di questo spettacolo, “La Buona Novella”: uno chiude gli occhi ed è veramente impressionante.

Quindi, che tipo di pubblico ci si aspetta? Si presenta come una commistione tra presente e passato: un giovane che interpreta una voce classica come quella di De Andrè…

L’idea, ma anche la speranza, è quella di aspettarsi domani un pubblico trasversale: dalla fan base degli appassionati di De André in primis, ma anche ai fan di The Andre che comunque sono tanti e sono stati attratti in realtà anche da queste cover che lui fa. Quindi sì, ci aspettiamo un pubblico variegato e la sfida era proprio questa: quella di riempire il teatro con un pubblico intanto diverso da quello iper-settorializzato della musica classica, e poi appunto anche i fan più giovani di The Andre. Riguardo al tema artisti giovani, c’è anche da dire che sono coinvolti la Gaga Symphony Orchestra ed il suo direttore Simone Tonin. Sono tutti under 30, ma soprattutto anche il progetto della Gaga è molto interessante: un’orchestra attiva da più di dieci anni che si è specializzata nel repertorio del pop moderno, nonostante abbia la formazione di un’orchestra sinfonica classica. Quindi troveremo una situazione molto composita anche a livello generazionale, con appassionati più senior e tutta una parte di pubblico più giovane. Desettorializzare la platea del teatro è un’idea che ci piace molto.

“La Buona Novella”, quarto album e forse il più riuscito di De Andrè. L’esibizione seguirà il concetto di “traduzione” coniato dal giovane artista nel suo disco esordio o più semplicemente quello di cover?

Sarà assolutamente l’esecuzione del concept album “La Buona Novella” di Fabrizio de André rimanendo fedele all’originale. Non c’è l’aspetto relativo a The Andre del suo arrangiamento in chiave diversa, si tratta anche in questo senso di uno spettacolo classico. La differenza rispetto all’album originale è che le musiche prevedono sempre la parte di voce e chitarra che avrebbe fatto De André in persona, ma orchestrato, infatti il tutto sarà accompagnato da un’orchestra sinfonica. Ed è qui la rielaborazione sta proprio nell’aspetto dell’orchestrazione, della strumentalizzazione che lo accompagna.

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Un gesto nobile quello di devolvere il ricavato in beneficenza. Quale associazione è stata scelta?

Tutte le attività della Gaspari Foundation hanno come finalità cultura, giovani e beneficienze; quindi, tutti i ricavati di tutti gli spettacoli sono devoluti in beneficenza. Funziona così: la fondazione ogni anno seleziona alcuni progetti che saranno beneficiari di quanto si raccoglie in tutta l’annata. Nello specifico quest’anno sono la Casa di Carità dei Gruppi di Volontariato Vincenziano di Verona e poi un progetto di ospitalità a famiglie profughe dall’Ucraina, gestito dalla diocesi della Val D’Illasi, nello specifico dalla parrocchia di Tregnago, una delle prime ad attivarsi per l’ospitalità di profughi dall’Ucraina. Quindi, in questo senso l’associazione ha deciso di sostenere una causa così attuale e urgente per ovvie ragioni.

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