Teatro Ristori, al via la decima stagione (tra novità e conferme)

Successo per la serata di anteprima del Teatro Ristori che ieri sera ha ospitato la cittadinanza per un assaggio di quella che sarà la sua decima stagione artistica. A parlarne, ieri, durante la trasmissione "Protagonisti", il direttore e Maestro Alberto Martini e il coreografo Mvula Sungani.

Alberto Martini e Mvula Sungani

Una serata d’anteprima, aperta alla cittadinanza, per dare il via alla nuova stagione del Teatro Ristori. Ieri sera, tra jazz, danza e spettacolo il teatro veronese ha dato il “la” al cartellone artistico che celebrerà i suoi dieci anni. Un fitto calendario di appuntamenti speciali in cui non mancheranno novità interessanti e conferme doverose. A parlarcene è stato il direttore artistico del Teatro Ristori, Alberto Martini, e il coreografo e fondatore della Mvula Sungani Physical Dance, Mvula Sungani.

«Pensando al momento che stiamo vivendo e a quello che abbiamo vissuto, stiamo riprendendo tutti una vita pressoché normale e quindi il fatto di ritornare a condividere delle emozioni con altre persone credo che sia veramente molto importante e insostituibile. – ha spiegato Martini – I dieci anni del teatro Ristori sono un pezzo di storia. E questo teatro è un gioiello, una perla della città. Bisogna ringraziare questa lungimiranza che ha avuto Fondazione Cariverona di acquisire questo immobile quando era veramente fatiscente e restituirlo alla città non solo come edificio ma anche come luogo di produzione. In questi anni si è fatto un grande percorso».

«La nostra cifra è sempre stata quella della trasversalità tra le arti. Anche perché, ovviamente, far convivere varie attività non è facile. Ma ogni anno alla fine portiamo a termine questa questa impresa».

Sulla nuova stagione: «Sarà speciale, anche perché abbiamo deciso di immettere molte novità. Intanto il musical era una forma d’arte a cui ambivano, ma per varie ragioni non eravamo mai riusciti a portare sul palcoscenico. Quest’anno sarà presente con ben due produzioni: “Il Mago di Oz” e “Il mistero della Cattedrale”, poi avremo tre serate d’autore con Alessandro D’Avenia, Alessandro Milan e Leonardo Manera e poi Ferruccio De Bortoli. – conclude il Maestro Martini – Poi a dicembre il teatro Ristori cambierà completamente faccia: non vedremo più la platea come siamo abituati solitamente, ma ci sarà il palcoscenico e delle serate di gala per offrire al nostro pubblico delle emozioni totalmente immersive, perché assisteranno a questi spettacoli potendo anche assaporare le nostre specialità enogastronomiche. Poi ci sarà il Ristori Baroque Festival, la stagione di danza, jazz, spettacoli educativi e spettacoli per le famiglie».

Tra i protagonisti della serata d’anteprima e ospite il prossimo 27 ottobre, il coreografo Mvula Sungani con la sua Mvula Sungani Physical Dance. La sua genesi come ballerino affonda le radici in tempi lontani, quando Mvula era un bambino. Tra i grandi dello spettacolo con cui ha lavorato ci sono vere e proprie leggende, come ci ha raccontato: «Ho avuto questa fortuna da bambino: fui scelto da Raffaella Carrà, che si innamorò della mia spontaneità e del mio talento grezzo e mi diede la possibilità di lavorare in questo programma famosissimo, “Buonasera Raffaella”. Mi diede la possibilità, oltre ad esibirmi con lei, di esibirmi con grandissimi nomi dello spettacolo dello showbiz come Ginger Rogers, Ella Fitzgerald, Stevie Wonder, James Brown. E il ricordo più bello che ho di tutta questa esperienza sono le persone molto semplici. Mi ricordo di Ella Fitzgerald: le si avvicinò un fonico tutto tremante. Lei ha fatto una prova di 3 secondi, è andata da lui e ha gli detto “Dio ti benedica ragazzo, nessuno mi ha mai fatto il microfono così. Lì è stato il più grande insegnamento, l’umiltà».

«A casa mia si viveva di sogni, di canzoni e di danza. La danza ha sempre fatto parte della mia vita, è sempre stata una necessità per me. E poi ho avuto anche la fortuna di essere abbastanza dotato vocalmente, quindi ho iniziato lì con Raffaella Carrà, poi ho fatto diversi musical, ha inciso dei dischi, ma comunque la danza è una passione».

Sulla performance al Ristori: «Non è la prima volta che veniamo al Ristori. Siamo già venuti altre due volte ed è un teatro stupendo, con una programmazione di altissimo profilo. E quando il maestro Martini, che tra l’altro è anche un mio carissimo amico, ci ha chiamati, noi siamo arrivati. L’arte tocca l’anima delle persone. Quindi se si riesce ad aprire quella porta di ogni singolo spettatore, poi entrare con delle tematiche è più semplice. – conclude il coreografo – E chiaro che la physical dance è molto fisica in cui il corpo prende le sue forme e quindi esalta la fisicità e l’artisticità dei protagonisti. E devo dire che in questo modo noi cerchiamo di raccontare visivamente delle sensazioni che abbiamo voluto creare insieme a tutti gli altri artisti coinvolti».

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