Tra il lockdown del marzo scorso e quello che si sta paventando in queste settimane, il mondo della cultura e degli spettacoli è sofferente. Teatri e cinema si sono trovati di nuovo a dover chiudere i battenti e nessuno sa ancora quando si potrà tornare alla normalità, in Italia come nel resto del mondo. A parlarcene è stato Marco Vinco, cantante lirico, presidente dell’Accademia Salieri di Legnago e direttore del Polo nazionale artistico per l’Opera italiana.

«Il mondo della cultura è in grande sofferenza, non solo quello veronese e italiano, ma anche quello internazionale, perchè i governi hanno preso le stesse decisioni, trattando con la stessa misura diversi pesi. – ha spiegato Vinco – I teatri, in Italia, avevano messo in atto tutte le misure per impedire il contagio e dal 15 giugno al 10 di ottobre, su migliaia di spettacoli andati in scena, si è verificato un solo contagio. Quindi la scelta di chiudere è stata inaspettata e tutto il mondo dello spettacolo è rimasto basito e sofferente. Nessuno sta negando l’evidenza di una pandemia che porta a situazioni drammatiche, però credo che andare a teatro o nei musei sia una delle cose più sicure. Non si capisce perchè si è deciso di chiudere, prima di tutto, i teatri».

Sulle misure di sicurezza messe in campo dai teatri, Vinco è chiaro: «Si è cercato di fare quello che si è potuto, si sono mantenute le distanze e i posti sono stati ridotti. Le messe in scena erano delle “mise en place” per evitare i contatti tra le persone sul palcoscenico. È stato un modo per rimanere in piedi con la fiammella al minimo, ma ora con questa ultima mazzata tutti si domandano che fine si farà. Perchè il pubblico ha sempre più paura, è disabituato e si sta abituando ad altre forme di intrattenimento e gli attori e i cantanti sono fermi da febbraio. La situazione è grave e le prospettive non lasciano intravedere nulla di buono. Chiudere i luoghi di cultura è una miopia. La mia domanda rimane: perchè i primi a chiudere sono stati i luoghi di cultura? La pongo come una provocazione. Non vedo dove sia il pericolo rispetto ad altri luoghi».

Per il momento alcuni aiuti economici da parte del Governo sono arrivati, ma non tutti possono beneficiarne: «È stato garantito il fondo unico dello spettacolo per quest’anno, quindi i teatri riusciranno a sopravvivere, ma la maggior parte dei teatri non ha accesso a questo fondo. Dei provvedimenti sono stati presi, non so con quanta cura e attenzione. – ha concluso Vinco – Poi ci sono provvedimenti per i singoli professionisti del teatro, ma coprire le esigenze di tutti è impossibile e moltissime persone ora fanno fatica a riempire il frigorifero».