Progetto Ri-Ciak, il cinema di comunità prende vita

Oggi a Buongiorno Verona parliamo Ri-Ciak, un progetto culturale nato a Veronetta da un gruppo di cittadini che si sono incontrati per riaprire il Ciak, un cinema chiuso da più di dieci anni, per farlo diventare un cinema di comunità. Da qui è nata l'impresa culturale ViveVisioni che negli ultimi due anni ha trasformato l'idea in realtà.

ri-ciak

Oggi a Buongiorno Verona parliamo Ri-Ciak, un progetto culturale nato a Veronetta da un gruppo di cittadini che si sono incontrati alla Social Street di Via Venti Settembre nei giardini dell’ex scuola Nani, per riaprire il Ciak, un cinema chiuso da più di dieci anni, per farlo diventare un cinema di comunità, cioè che proiettasse film ma anche diventasse un centro culturale e di socialità. Da qui è nata l’impresa culturale ViveVisioni che negli ultimi due anni ha trasformato l’idea in realtà. Tra i partner di Ri-ciak anche l’Università di Verona.

Fabrizio Crestoni: «Ri-ciak fa ripensare la socialità del quartiere»

«Ri-Ciak ha un’importanza strategica per la possibilità di fare comunità, in un percorso comune tra soggetti diversi, ripensando la socialità del quartiere. Nel fare società con l’associazionismo, l’imprenditoria e le associazioni sindacali abbiamo scoperto come ognuno di loro trovi prezioso questo tipo di incontro» afferma Fabrizio Creston, vicepresidente ViveVisioni impresa sociale.

Loredana Aldegheri: «Un cinema di comunità, perché le persone si incontrino»

«Ri-ciak nasce da un cinema abbandonato da dodici anni, in un contesto molto interessante, un cinema che i veronesi ricordano con molto affetto e che grazie all’impegno di oltre 400 soci e di una ventina di associazioni siamo riusciti a far rinascere» afferma Loredana Aldegheri, consigliera di ViveVisioni impresa sociale. «E’ un economia del dono, di ciò che ognuno può dare, perché il desiderio è quello di offrire un cinema di comunità, perché le persone si incontrino».

Professor Panattoni: «Ri-ciak in profonda connessione con il Polo culturale di Santa Marta»

«L’ateneo è impegnato affinché il Polo Santa Marta diventi un polo culturale, Ri-ciak entra in profonda connessione con questa intenzione su Santa Marta, sia dal punto di vista culturale che cinematografico, ma anche con impatto sociale» afferma Riccardo Panattoni, professore di filosofia morale dell’Università di Verona e referente dell’ateneo per il progetto Ri-Ciak cinema di comunità. «Siamo molto contenti di questo accordo quadro con Ri-ciak perché come Università abbiamo anche un impegno sociale e culturale verso la popolazione».

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