Paolo Ruffini: «Non esiste normalità né diversità: siamo tutti unici»
Redazione
È approdato ieri sera al Parco di Villa Guidini a Zero Branco lo spettacolo “Din Don Down – Alla ricerca di (D)io”, firmato da Paolo Ruffini e dagli attori della Compagnia Mayor Von Frinzius. Un debutto nazionale per la nuova stagione dell’happening comico che ribalta ogni concetto di normalità, tra comicità, disobbedienza e poesia.
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«Non ho mai fatto caso alla differenza tra un essere umano e un altro, non credo nemmeno che ci sia», spiega Paolo Ruffini, raccontando il cuore di uno spettacolo che parla di inclusione senza retorica. «Siamo sette miliardi di persone completamente uniche. Non esiste una normalità, una diversità: siamo uguali solo nei diritti, ma fortunatamente irripetibili per tutto il resto».
Ruffini non ha dubbi: «Le persone con disabilità hanno lo stesso diritto di chiunque altro di essere scorrette, di dire una parolaccia, di essere antipatiche o straordinarie. Non credo nella “specialità” automatica: credo, invece, che vogliano e abbiano diritto di essere semplicemente persone».
Il linguaggio scelto per lo spettacolo – ironia, leggerezza, persino provocazione – diventa uno strumento potente per affrontare temi delicati. «Scherziamo su tutto, anche su Dio. Lo ha detto anche Papa Francesco. Lo trovo un gesto di grande inclusione: se si può ridere insieme, non ci sono esclusioni. Il politicamente corretto vorrebbe imporci di non scherzare su nulla, ma così facendo si costruiscono barriere. L’ironia, invece, unisce».
“Din Don Down” invita il pubblico a intraprendere un viaggio interiore attraverso risate e poesia, alla ricerca di un significato più profondo dell’“io” e del divino. «Ogni volta che il sipario si apre – conclude Ruffini – sappiamo che alla fine non saremo più gli stessi. È un’esperienza che cambia chi la vive, ogni volta diversa, mai uguale a quella precedente».
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