“Nothing”, la prima del balletto ispirato a Re Lear il 4 agosto a Verona

A partire dal libro di Massimo Cacciari “Re Lear, figli, eredi”, la nuova creazione di Michela Lucenti analizza la figura del padre nella tragedia familiare raccontata dal Bardo. Andrà in scena in prima nazionale al Teatro Romano di Verona il 4 agosto.

Nothing Lear Michela Lucenti
Foto di Donato Aquaro

“Nothing”, la prima del balletto ispirato a Re Lear il 4 agosto a Verona

Nothing è il nuovo spettacolo di Michela Lucenti e Balletto Civile, tratto da Re Lear di William Shakespeare, che nelle mani del collettivo si trasforma in una drammaturgia coreografica ficcante, spigolosa, capace di inserirsi come un cuneo nelle pieghe della realtà, un duello fisico fra corpo e parola, movimento e spazio scenico. Andrà in scena in prima nazionale il 4 agosto 2022 al Teatro Romano di Verona. I biglietti sono disponibili sul sito di BoxOffice.

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Nothing Lear

A partire dal libro di Massimo Cacciari “Re Lear, figli, eredi”, la nuova creazione di Michela Lucenti analizza la figura del padre nella tragedia familiare raccontata dal Bardo. Un’analisi tra amore e potere, tra il desiderio di restare e la legge della vita che porta sempre una notte all’uomo. Al suo centro c’è la crisi irreversibile dei rapporti tra padri e figli e figlie, segnato dalla fine dell’idea tradizionale di sovranità. Il sovrano abdica e quelli che vorrebbero prendere il suo posto non sono che parricidi e fratricidi. Lo spettacolo nasce anche con l’intento di demolire l’idea di classico che ci sovrasta (le leggi dei padri) per provare a fare in modo che il presente stesso diventi un nuovo classico.

Il titolo evoca il Niente pronunciato da Cordelia, la parola che da inizio alla distruzione del conosciuto e che apre le porte al nuovo, al sovversivo, ad un ordine che non era prestabilito.

Nothing è una riflessione profonda sulla possibilità di ricominciare rinnegando il potere dei padri e l’eredità che ne resta in modo da demolire l’idea di un classico che ci sovrasta, (le leggi dei Padri) e trovare un nuovo dialogo in maniera spudorata e veramente definitiva, per lasciare che il presente diventi il nuovo classico.