“Nabucco” e “La Traviata” di nuovo in Arena

Un altro weekend all'insegna dell'Opera lirica in Arena. Tornano "La Traviata" e "Nabucco". A dirigere il primo spettacolo: il Maestro Marco Armiliato. Per "Nabucco" torna sul palco il Maestro Daniel Oren.

Foto Ennevi
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Come due grandi kolossal in costume, sabato e domenica all’Arena di Verona vanno in scena la spettacolare “Traviata“, ultima creazione di Franco Zeffirelli, e il “Nabucco” risorgimentale secondo Arnaud Bernard. Sul podio de “La Traviata” Marco Armiliato, Direttore Musicale del Festival, guida il cast della prima: Vittorio Grigolo, Vladimir Stoyanov e Nina Minasyan come protagonista. Domenica 10 luglio la vicenda biblica di “Nabucco” diventa epica italiana di unificazione nazionale, con barricate, effetti speciali e un grande teatro nel teatro, con il cast diretto dal beniamino areniano Daniel Oren: Roman Burdenko, Ewa Płonka, Rafał Siwek, Samuele Simoncini, Francesca Di Sauro.

La Traviata

I violini che esili e dolenti aprono il Preludio de “La Traviata” di Verdi sono in musica la malattia di Violetta, la protagonista, dal destino segnato sin dall’inizio. Ma nella vita di lei irrompe inaspettato l’amore e, con esso, un nuovo tema musicale, che diventerà il celebre Amami, Alfredo. Franco Zeffirelli, maestro della regia e della scenografia, parte dalla fine per raccontare la storia d’amore e sacrificio più bella di sempre, nonché l’opera più rappresentata al mondo. Il suo allestimento, ultima creazione prima della scomparsa nel giugno 2019, inaugurò il 97° Festival areniano e torna sabato 9 luglio con il cast della prima.

La protagonista Violetta è il giovane soprano armeno Nina Minasyan, reduce dal felice debutto veronese. Il suo amato Alfredo è il tenore italiano dalla carriera internazionale Vittorio Grigolo mentre il di lui padre Giorgio Germont è il baritono Vladimir Stoyanov. Le parti di fianco sono affidate a cantanti già affermati a livello internazionale e giovani promettenti, cui Fondazione Arena pone particolare attenzione: il visconte Gastone è interpretato da Carlo Bosi, il Barone Douphol da Nicolò Ceriani; Lilly Jørstad è Flora, insieme al giovane Marchese d’Obigny di Alessio Verna; Francesco Leone è il Dottor Grenvil, Francesca Maionchi e Max René Cosotti sono i fedeli Annina e Giuseppe. Completa il cast come Domestico di Flora e Commissionario Stefano Rinaldi Miliani. Il sontuoso spettacolo adatta l’intima storia di Violetta alla grandiosità unica degli spazi areniani, nel rispetto completo dell’opera verdiana, con i costumi di Maurizio Millenotti, le luci di Paolo Mazzon e le coreografie di Giuseppe Picone interpretate dal Ballo dell’Arena guidato da Gaetano Petrosino e con le étoile Eleana Andreoudi e Alessandro Staiano. Orchestra e Coro sono diretti dal Maestro Marco Armiliato, Direttore Musicale del Festival.

Repliche: 15, 22, 30 luglio, 6, 20 agosto, 1 settembre

Nabucco

Domenica 10 luglio l’immenso palcoscenico sotto le stelle dell’Arena di Verona diventa una piazza tumultuosa come quelle milanesi nelle storiche Cinque Giornate: “Nabucco” è infatti riletto da Arnaud Bernard secondo quello che la musica di Verdi sarebbe diventata per gli Italiani del Risorgimento, canto di liberazione e identità nazionale, colonna sonora di quell’Italia che si stava costruendo culturalmente e, solo dopo, politicamente. Rivolte, barricate, cannoni, bandiere, schieramenti militari contrappongono gli Italiani dell’Ottocento alle forze imperiali austro-ungariche: il tutto ruota attorno ad un grande edificio progettato da Alessandro Camera e illuminato da Paolo Mazzon, che rivelerà gli spazi del potere e quel teatro alla Scala dove va in scena proprio Nabucco: opera nell’opera in cui si riconoscono oppressi ed oppressori.

Alla guida dell’Orchestra della Fondazione Arena e del Coro preparato da Ulisse Trabacchin c’è il Maestro Daniel Oren, che conferma per l’ultima volta in scena il cast delle prime rappresentazioni. Dopo l’applaudito debutto, è il baritono Roman Burdenko ad interpretare il re assiro Nabucodonosor, mentre nel titanico ruolo di sua figlia Abigaille, presto sua usurpatrice, torna il soprano polacco Ewa Płonka. Suo connazionale è l’applaudito basso Rafał Siwek, che veste i panni di Zaccaria, pontefice degli Ebrei, Con loro il tenore Samuele Simoncini e il mezzosoprano Francesca Di Sauro sono rispettivamente Ismaele e Fenena. Il Gran Sacerdote di Belo è il baritono Nicolò Ceriani, Abdallo è Carlo Bosi, la giovane Anna Elisabetta Zizzo.

Repliche con nuovo cast: 23, 29 luglio, 18 agosto, 3 settembre

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